Rossi: "Il centro profughi rimane"

Dopo l'episodio che ha fatto tornare alla ribalta la questione del campo gestito dalla Protezione Civile il presidente della Provincia frena gli animi: la struttura non chiuderà, come chiesto dal sindaco di Rovereto, ma i migranti vi resteranno non più di sette giorni. Da individuare altre strutture di accoglienza

Sulla scia dell'episodio di violenza sessuale il campo profughi di Marco di Rovereto torna ad essere luogo di scontro: il primo a chiederne la chiusura era stato, all'indomani della terribile notizia, il sindaco Andrea Miorandi. Oggi il presidente della Provincia Ugo Rossi frena gli animi: la Giunta ha confermato il percorso di accoglienza iniziato precedentemente ed il centro rimarrà aperto, anche se i migranti vi rimarranno non più di sette giorni, per volta.

La permanenza nel campo, gestito dalla Protezione Civile trentina ma pagato dal Governo, servirà a raccogliere le domande di asilo politico da parte di chi ne ha diritto. I richiedenti asilo saranno indirizzati verso altre strutture presenti sul territorio come quella di Villa S. Ignazio a Trento e quella di Castelfondo, dove sono già ospitate 55 persone.

Altre strutture, fa sapere la Provincia in una nota, saranno individuate nelle prossime settimane ed avranno regole omogenee. La domanda di asilo com'è noto ha un inter particolarmente lungo e tortuoso: raccolta sul campo viene trasmessa alla Questura e ad una Commissione statale, che per il Trentino ha sede a Gorizia. 

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