Campo profughi di Marco depotenziato, l'Osservatorio: "Bene, ora tempi più rapidi"

Da 234 a 154 richiedenti asilo da gennaio ad oggi, dopo le proteste e la visibilità mediatica. Si pensa di pass

Campo della Protezione Civile di Marco "depotenziato": a protestare, ad inizio anno, furono i diretti interessati. I richiedenti asilo ottennero visibilità mediatica con una protesta pacifica ai cancelli del campo. Seguì la visita del vescovo monsignor Lauro Tisi e qualche fugace sopralluogo daparte die media, sufficiente per mostrare le condizioni, non certo degradanti ma sicuramente precarie, dell'ospitalità provinciale. 

Da quel momento ad oggi si è passati dai 234 rifugiati accolti a 154. Una riduzione che comporterà sicuramente più spazi all'interno dei container, precedentemente occupati anche da 14 persone. Ad  aggiornare sulla situazione è l'Osservatorio sul Campo di Marco, formato da  diverse associazioni del territorio locale tra cui il gruppo Antenne Migranti, il Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto, Emergency Trentino Alto Adige, A.N.P.I. Sezione Angelo Bettini di Rovereto, l’associazione Ubalda Bettini Girella o.n.l.u.s., il CAVA Coordinamento delle ass. per l’Africa della Vallagarina, Quilombo Trentino.

L’Osservatorio su Marco ha richiesto formalmente questa settimana un ulteriore incontro con l’Assessorato alla Salute per continuare a migliorare le condizioni di vita nel campo di Marco. "Si ritiene doveroso  - si legge sul sito - che Istituzioni locali e gruppi di cittadini responsabili e volti al bene comune collaborino per una ottimale gestione del campo di Marco".

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Il grande problema, più che le condizioni, restano i tempi di permanenza: "punto fermo da sempre sottolineato dall'Osservatorio è l’impossibilità di continuare la sistemazione per lunghi periodi, per tantissimi richiedenti protezione internazionale sono quasi 2 anni, in strutture come i container, che con le forti escursioni termiche del caldo e del freddo non sono idonee. Negli anni passati l’accoglienza dei migranti era stata allestita nelle casette prefabbricate della Protezione Civile, purtroppo ora destinate ad altro uso. La difficile reperibilità di alloggi nei vari comuni trentini comporta necessariamente un urgentissimo cambiamento passando dai container a prefabbricati". 

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