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Cadde dal letto e morì poco dopo: condannata l'Asl a risarcire i tre figli

Dopo quasi otto anni arriva la sentenza. A comunicarlo è stata Giesse Risarcimento Danni, che si occupa di casi di malasanità

Dovrà risarcire i figli della donna di 88 anni deceduta nel 2014, dopo una caduta dal letto del ricovero, l'Azienda sanitaria altoatesina. La notizia arrivata a inziio agosto da "Giesse risarcimento danni" alla quale si erano rivolti i familiari dell'anziana,. L'agenzia fa sapere inoltre che i tre figli della donna avranno un risarcimento di 135mila euro. 

Come spiegato da Giesse, il Tribunale ordinario di Bolzano (seconda sezione civile) ha condannato l’azienda ospedaliera bolzanina a risarcire i familiari dell’88enne che nel novembre 2014, durante il ricovero in ospedale, cadde dal letto riportando un trauma cranico che ne provocò la morte in poche ore. Trascorsi ormai i giorni a disposizione dell’Asl per un eventuale ricorso, la sentenza è diventata definitiva e non più impugnabile. 

"Giustizia è stata fatta - commenta Maurizio Cibien, responsabile di Giesse Risarcimento Danni per le Province di Trento e di Bolzano -. A distanza di otto anni dall’incidente, il Tribunale ha confermato la colposa sottovalutazione del rischio caduta e la colposa omissione della predisposizione delle misure di contenimento da parte dell’azienda sanitaria. In altre parole: se il letto avesse avuto le sponde, l’anziana non sarebbe caduta e quindi morta". 

A seguire i familiari della donna, affiancati da Giesse Risarcimento Danni, è stato lo studio legale Burchia. Il giudice ha accolto le conclusioni della consulenza di parte del dottor Francesco Pravato, nominato da Giesse, nello specifico: "individuando alcuni fatti incontrovertibili, provati da documenti mai contestati dall’azienda sanitaria: il 19 novembre 2014, a causa di 'addome teso', l’anziana viene ricoverata in geriatria all’ospedale di Bolzano; alle 2 di notte del primo dicembre cade dal letto e sbatte la testa; il personale dell’ospedale accorre nella sua stanza e le somministra un antidolorifico; l’88enne peggiora rapidamente e viene sottoposta a tac; alle 10.15 del mattino muore". 

Secondo Maurizio Cibien "Risulta provato che il letto fosse privo di spondine di sicurezza. Una circostanza inspiegabile: la donna, infatti, era disorientata, priva di gambe e affetta da gravi disturbi alla vista. Com’è possibile che non abbiano pensato di proteggerla fissando delle sponde ai lati del letto? Alla fine, la nostra tesi è stata accolta integralmente: il decesso dell’anziana è stato causato dal trauma cranico riportato a seguito della caduta". Nella sentenza si legge che "tale evenienza era oggettivamente prevedibile e, come tale, evitabile predisponendo le adeguate ed opportune cautele". Per questo motivo, il giudice ha condannato l’azienda sanitaria di Bolzano a un risarcimento di quasi 135mila euro a favore dei tre figli dell’anziana. 

"Al di là dell’ovvia precisazione che nessuna cifra può mai dirsi davvero risarcitoria per il dolore provocato dalla perdita di un proprio caro, abbiamo ottenuto un risultato che, professionalmente, ci soddisfa - conclude Cibien - infatti, se da un lato il tribunale ha liquidato degli importi tenendo conto anche dell’età avanzata e delle precarie condizioni di salute della donna, dall’altro ha messo nero su bianco un fatto incontrovertibile: il decesso è stato conseguenza immediata e diretta della caduta dal letto privo di sponde. Ora confidiamo che il risarcimento arrivi nei termini previsti". 

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