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Cronaca

Zambana: la chiesa parrocchiale festeggia i primi 50 anni

L'edificio sacro dedicato a Maria Madre di Dio, inaugurato nel 1964, ha rappresentato la fine di un momento difficile per la comunità di Zambana, il passaggio dal vecchio paese sotto la Paganella al nuovo insediamento vicino all'Adige dopo la frana del 1956

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

ZAMBANA - Un cuor solo e un'anima sola. Con questo spirito la comunità cristiana di Zambana ha festeggiato domenica i 50 anni dalla posa della prima pietra della propria "casa", la chiesa dedicata a Maria Madre di Dio. Festa con l'arcivescovo Luigi Bressan per ricordare quel 13 settembre 1964, quando il vicario Guido Bortolameotti benedì la costruzione che avrebbe sostituito la baracca in legno provvisoria. Il vescovo Alessandro Maria Gottardi non aveva potuto presenziare, era in viaggio verso Roma per la terza sessione del Concilio Vaticano secondo.

Bressan viene accolto nella piazza dedicata ai patroni Filippo e Giacomo dalla banda e dai canti dei bimbi. Il sindaco Michele Moser ha visto nella costruzione della chiesa «un guardare avanti della comunità, dimenticando i dolori del distacco da Zambana Vecchia. Un segno di modernità in un periodo di trasformazioni, con il paese che in dieci anni passò da 600 a 1600 abitanti». Moser vede quel momento degli anni Sessanta, nel quale democrazia, partecipazione, tolleranza diventavano sempre più parte di un vocabolario comune come una fonte di ispirazione per il quotidiano.

Ricordando come sempre più giovani decidano di sposarsi a Zambana Vecchia, Moser rilancia il tema di un nuovo rapporto fecondo tra le «due Zambane».

In fondo alla chiesa sono esposte alcune foto del tempo: i volontari che costruirono la Casa della Gioventù, che ospita catechesi, gruppi ed oratorio, la baracca-chiesa provvisoria, le "tute bianche" dal Belgio che supportarono la costruzione di edifici pubblici a Zambana Nuova. E anche Don Bruno Zucalli, parroco dal 1962 al 1970, che in quel periodo fungeva da prete-manovale. Non lasciò grandi cronache del giorno della prima pietra, «per lui rientrava nella normalità - il ricordo di Bressan - visto che aveva tanto lavorato in precedenza per ricostruire il Seminario di Trento dopo la guerra».

Alle nozze d'oro dell'edificio progettato da Renzo Masè e realizzato dall'impresa Bruno Bernardi hanno partecipato anche alcuni dei parroci che si sono succeduti a guida della comunità: non sono più con noi Bruno Zucalli (1962-1970) e Giulio Pangrazzi (1970-1980). Un cero speciale a Marco Bertò (1994-2013) e Pio Pellegrini (1970-1980). Luigi Giuliani (1980-1982) ha fatto visita a Zambana qualche settimana fa prima di tornare in Brasile, Ruggero Zucal (1982-1994) non ha potuto festeggiare a Zambana per un impegno nelle sue parrocchie. Sull'altare assieme ad altri sacerdoti c'era anche Mario Damaggio, che partecipò anche alla grande festa del 1964.

Don Tiziano Filippi, attuale parroco, ha voluto ricordare la particolare ricorrenza riportando in chiesa una statua di San Giuseppe, che rimarrà in cima ad una navata laterale.

Nella sua omelia l'arcivescovo Bressan ha augurato alla comunità di «crescere in coesione e coraggio» ed ha esortato i fedeli a leggere il Vangelo, «magari partendo dal più breve, quello di Marco». Da Fabio Gasperi (Consiglio pastorale) un ulteriore augurio: «uscire fuori ed essere voce amica e cuore aperto per accogliere il diverso». Una cartolina commemorativa ed una torta con la chiesa color rosso mattone, la festa continua in piazza.

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