Cronaca Centro storico / Via Giuseppe Verdi

Università: meno borse di studio ma più consistenti

Meno dispersione: in arrivo borse più consistenti ma si ridurranno gli aventi diritto. Questa la strada intrapresa dall'assessora Ferrari e dal rettore Collini

"Sul tema del diritto allo studio stiamo ragionando nella direzione dell'aumento dell'importo annuo per i meritevoli e più bisognosi, con la conseguenza prevedibile che diminuiranno gli aventi diritto". E' quanto ha dichiarato oggi l'assessore Sara Ferrari nell'incontro della Quinta commissione con il Rettore dell'Università  di Trento Paolo Collini, che ha mostrato di condividere il concetto. Meno borse di studio, ma più consistenti, queste le parole  d'ordine ribadite dall'assessora: "saranno garantiti gli attuali 6 milioni di euro che verranno ridistribuiti diminuendo il numero degli aventi diritto e aumentando l'ammontare degli importi: meno borse di studio, ma più consistenti. A questi saranno aggiunti 1,5 milioni di euro per una nuova misura che prevede un piano di accumulo che inizi nelle scuole superiori e sia il risultato di un forte orientamento che coinvolga le famiglie". 

Il tema dell'accesso agli studi universitari a livello nazionale è messo in relazione con il calo generale degli iscritti in atto ormai da 5 anni. In Italia si sono persi circa 70.000 studenti, a Trento meno che altrove ma anche Collini conferma "una diminuzione sensibile degli immatricolati". In Trentino tuttavia il numero di immatricolati che arriva a laurearsi è di 10 punti maggiore rispetto alla media nazionale. La grande incognita resta ppoi lo sbocco lavorativo: in questo caso, ne abbiamo già parlato in questo  articolo, i dati  mostrano che i laureati trentini trovano lavoro prima degli altri, ma si tratta di un lavoro più precario. 
 

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