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Borgonovo Re: "Mi sento un capro espiatorio"

Ancora polemiche e tensione tra l'assessora alla Sanità e il governatore Rossi. Questa mattina presidio sotto il palazzo della Provincia delle lavoratrici dell'ospedale di Ala. Intanto Rossi sospende la discussione in giunta

Dopo la chiusura del reparto di cardiologia, del punto di pronto intervento e il tramonto del progetto dei corsi universitari di specializzazione, l'ospedale di Ala rischia di scomparire. A pagare le immediate conseguenze della riorganizzazione sono le dipendenti dell'impresa di sanificazione. Sono dieci le lavoratrici per le quali l'orario di lavoro è passato da 4 a 2,5 ore al giorno. Una diminuzione drastica del monte ore lavorative che preoccupa i sindacati. Questa mattina la Filcams CGIL ha tenuto un sit-in sotto il palazzo della Provincia. Si chiede un'immediata compensazione delle ore in meno su altri servizi e la firma di un accordo per la garanzia occupazionale delle dieci lavoratrici che potrebbero esere reindirizzate sulla struttura ospedaliera di Rovereto.
L'assessore Borgonovo Re ha incontrato i delegati sindacali impegnandosi a verificare tutte le opzioni possibili da mettere in campo per trovare una soluzione. Rivolgendosi alle lavoratrici ha scherzato "In questo momento come voi mi sento un capro espiatorio". Il riferimento diretto è alla polemica ormai quotidiana con la giunta e il governatore Ugo Rossi in merito al piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Lunedì sera l’assessora ha consegnato ai colleghi del PD un documento di 14 pagine che contiene le proposte per il futuro degli ospedali trentini. Un gesto che ha fatto infuriare Rossi che ha parlato di "continuo stillicidio di dichiarazioni a mezzo stampa che non fanno altro che mettere in difficoltà il lavoro di tutti". La discussione in tema di sanità è stata dunque rimandata a gennaio 2015.

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