Terrorismo

Pericoloso terrorista si nascondeva in città

Già condannato a nove anni di carcere era anche accusato di maltrattamenti in famiglia

Un quarantenne mediorientale, condannato per terrorismo e maltrattamenti in famiglia, è stato espulso da Bolzano e trasferito al Cpr di Gradisca d'Isonzo. Scontata la pena di quasi nove anni di carcere, l'uomo aveva trovato rifugio nel capoluogo altoatesino.

Il quarantenne era membro dell'associazione a delinquere con finalità di terrorismo Jweb, radicata a Merano. Il gruppo preparava estremisti islamici disposti a effettuare attentati in Europa e nel mondo. Dopo la scarcerazione, l'uomo aveva trovato rifugio a Bolzano, vivendo in una camera affittata insieme a un connazionale e senza svolgere alcuna attività lavorativa continuativa. Il suo status di rifugiato politico, riconosciuto nel 2008, era stato revocato dopo la condanna. Nel 2021 aveva presentato una seconda richiesta di asilo politico, respinta a causa della gravità delle accuse emerse e comprovate durante il processo. Il tribunale di Venezia ha successivamente respinto l’impugnazione della seconda richiesta, valutando che l'uomo non correva alcun rischio in caso di rimpatrio e che le accuse a suo carico giustificavano la negazione della protezione internazionale. 

Sulla base di quanto emerso, il questore di Bolzano, Paolo Sartori, ha emesso il decreto di espulsione, motivando la decisione con la pericolosità sociale dell'individuo, confermata durante il processo. L'uomo è stato quindi trasferito con una scorta rafforzata al Cpr di Gradisca d'Isonzo, in Friuli-Venezia Giulia, dove attenderà il rimpatrio nel suo paese d'origine.

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