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Coronavirus: 7 decessi e 164 nuovi casi, sintomi lievi per 9 positivi su 10

I dati comunicati dalla Provincia e tutte le novità sulla situazione covid in Trentino

Tornano a crescere i decessi per coronavirus in Trentino: sono 7 quelli registrati dal bollettino aggiornato a giovedì 21 gennaio. Si tratta di 3 uomini e di 4 donne di età compresa fra gli 80 ed i 99 anni. Un lento miglioramento arriva dai numeri degli ospedali: 26 dimissioni nelle ultime 24 ore, a fronte di 11 nuovi ricoveri. Il totale dei pazienti covid scende quindi a 279. C'è da dire che, purtroppo, il numero delle persone in rianimazione è pressoché costante: 43 attualmente, una in più del giorno precedente. 

Grazie a 2.534 tamponi molecolari analizzati nelle ultime 24 ore sono stati scoperti 51 nuovi positivi, altre 113 persone sono risultate positive al tampone antigenico, per un totale di 164 nuovi casi. Sul totale dei nuovi positivi 75 sono asintomatici, ed altrettanti sono classificati come paucisintomatici. Significa che solamente 14 mostrano sintomi più gravi, un numero che coincide più o meno con quello delle ospedalizzazioni quotidiane. 

La situazione covid in Trentino, dunque, vede ancora alti livelli di contagio, decessi quotidiani ed un numero pressoché stabile di pazienti in terapia intensiva. Un dato positivo riguarda il numero totale delle ospedalizzazioni, calato negli ultimi giorni, ma comunque ancora superiore al livello di guardia del 40%. L'invito da parte del governatore Maurizio Fugatti, rivolto soprattutto agli anziani, è di non abbassare la guardia. "Ci sono ancora tanti ultrasettantenni risultati positivi ed è ancora critico il livello delle terapie intensive. I trentini sono chiamati dunque ancora a prestare attenzione e a rispettare le regole. Sui ristori auspichiamo che il Governo rispetti gli accordi presi con le categorie economiche. La Provincia intanto muoverà le leve che ha" ha commentato.

Vaccini: riduzione delle dosi da Pfizer

Per quanto riguarda i vaccini le dosi somministrate al 21 gennaio sono 12.371, di cui 3.227 ad ospiti di residenze per anziani. La riduzione delle consegne di vaccino da parte di Pfizer ha penalizzato fortemente il Trentino, secondo quanto comunicato dal commissario Arcuri dopo la riduzione del 60% ne è in arrivo un'altra, co il 29% di dosi in meno per la provincia di Trento. “Abbiamo espresso il nostro sconcerto – ha sottolineato il presidente Fugatti – per il taglio immotivato fatto a diversi territori e per le differenze di riduzione delle dosi che riguardano alcune Regioni mentre per altre non vi saranno riduzioni. Il rischio è che coloro che hanno rispettato le regole sulla somministrazione siano più penalizzati. Il commissario Arcuri ci ha però assicurato che con i nuovi arrivi di vaccini si farà una compensazione tra i territori in favore di quelli più penalizzati”.

Il direttore generale di Apss Pierpaolo Benetollo ha confermato che l’attività di vaccinazione procede e la priorità è quella di mettere in sicurezza gli ospiti delle Rsa. Ha spiegato inoltre che per quanto riguarda le reazioni avverse alla vaccinazione sono analoghe a quelle che si hanno con qualsiasi farmaco e comunque, ha evidenziato, non si sono avuti danni permanenti ma qualche situazione che è stata risolta.
“Anche da vaccinati – ha aggiunto Benetollo – non si deve abbassare la guardia perché la copertura è del 95% della popolazione vaccinata e quindi si devono usare comunque i dispositivi di protezione individuale e rispettare le distanze previste”.

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