Bollettino coronavirus: +261 positivi e 5 decessi in Trentino

I dati vengono aggiornati quotidianamente dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari, la Provincia e il Ministero della Salute

Oltre 2500 persone sono positive al coronavirus in Trentino al 6 novembre 2020, quasi 500mila in tutta Italia. Il dato, come sempre elaborato da Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) e divulgato dall'ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento e dal Ministero della Salute, è in crescita. Il report quotidiano di Apss di venerdì 6 novembre ha comunicato che sono 261 i nuovi casi positivi rilevati. Di questi 158 presentano sintomi: più in dettaglio 125 sono classificati come pauci sintomatici e vengono seguiti a domicilio. Inoltre, la sempre significativa incidenza di contagi fra gli ultrasettantenni (sono 59). Ci sono anche contagiati in tenera età: 1 bimbo sotto i 2 anni e 2 con meno di 5 anni. Sempre nell'ambito dei minori si registrano 27 nuovi casi di bambini e ragazzi in età scolare e gli approfondimenti in corso diranno se sarà necessario porre in isolamento le rispettive classi (quelle in quarantena giovedì 5 novembre erano 279). Più pesante il dato sulle vittime (5 decessi) ed anche i ricoveri sono aumentati portandosi a quota 243, di cui 17 in rianimazione.

Le raccomandazioni dell'Apss 

Le autorità sanitarie rimarcano la crescita del numero di chi ha bisogno delle cure ospedaliere, rinnovando con forza ancora una volta l’invito a mantenere il distanziamento fra persone, a lavarsi frequentemente le mani e ad indossare la mascherina, soprattutto per proteggere gli anziani, ma come buona pratica per la collettività. Gli screening proseguono a ritmi serrati, giovedì 5 novembre sono stati analizzati 3.583 tamponi, di cui 1.406 e 2.177 alla Fem. Inoltre, da mercoledì 4 novembre è entrato in vigore del protocollo sottoscritto con le farmacie per implementare l'uso dei test rapidi fino a 1200 al giorno. I positivi scoperti con test rapido, però, non vengono conteggiati nel totale e non dovranno effettuato il tampone di conferma, come ha annunciato il dirigente del Dipartimento Prevenzione Antonio Ferro. 

Il nuovo Dpcm, confini e autocertificazioni

Il premier Giuseppe Conte, invece, ha firmato nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 il nuovo Dpcm, dividendo l'Italia in zone: rossa, arancione e gialla. Il Trentino è stato identificato come zona gialla e per questo motivo da venerdì 6 novembre ci sarà il coprifuoco alle ore 22, i bar e i ristoranti chiuderanno alle 18; mostre, musei, cinema, teatri restano chiusi, sono sospesi i concorsi, ad esclusione di quelli per personale sanitario, nel fine settimana e in tutti i giorni festivi sono chiusi i centri commerciali. Vigono le raccomandazioni sui trasporti visto che autobus, metropolitane e treni regionali potranno viaggiare con una capienza al 50% ed è stata prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività di laboratori in presenza. Le misure «prudenziali» sono state adottate per contrastare la diffusione del Covid19. Il nuovo provvedimento sarà valido dal 5 novembre al 3 dicembre, salvo altri Dpcm che lo potrebbero sostituire come accaduto più volte nel mese di ottobre. Tornano le autocertificazioni, già conosciute a marzo 2020, che serviranno per giustificare i propri spostamenti. Tra Tentino e Lombardia torna il «confine» dove i controlli tra zona "gialla" e zona "rossa" sono stati già operatici. 

La seconda ondata stravolgerà il Natale?

La speranza di poter trascorrere il Natale in famiglia è grande, ma attualmente non si hanno certezze. L'andamento dell'epidemia potrebbe cambiare la sorte del Natale 2020, che sarà già profondamente atipico: niente mercatini, abbracci, cortei, momenti di incontro I dati relativi al contagio della seconda settimana di novembre potrebbe, in linea teorica, dare una prima risposta. «Se arriviamo al Natale con un certo margine di serenità - ha affermato il premier mercoledì 4 novembre durante il suo intervento -, anche la fiducia nei consumi non sarà depressa e potremo vedere un certo margine di ripresa. Non sto pensando a un Natale con veglioni e abbracci. Dobbiamo sempre rispettare le regole

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