Coronavirus, in Trentino +82 casi positivi

La Provincia rivela che i casi legati ai focolai della carne sono 60.

Gli ultimi dati trasmessi dall'Azienda sanitaria nella serata di giovedì 10 settembre, portano a 82 i casi complessivi di Covid 19 in Trentino, asintomatici o paucisintomatici. Dalla Provincia affermano che 68 di quei casi riguardano lavoratori, in particolare 60 impiegati nella filiera delle carni, a cui si aggiungono altri 5 casi appartenenti al settore della raccolta e lavorazione della frutta. L’attenzione viene rivolta soprattutto ai comportamenti e alle frequentazioni che avvengono al di fuori del luogo di lavoro.

Il focolaio delle carni

«La filiera delle carni – è stato sottolineato durante la conferenza stampa in Provincia – costituisce un focolaio di contagio non per il tipo di prodotto lavorato ma per l'organizzazione delle diverse lavorazioni, in parte affidate ad aziende cooperative esterne, composte da persone che si frequentano molto anche all'esterno del luogo di lavoro». L'Azienda sanitaria si era già attivata in primavera avviando una campagna di informazione rivolta ai lavoratori della filiera e successivamente un'attività di screening. I nuovi casi sono emersi più recentemente ed interessano in tutto attualmente circa 130-140 persone. Fra gli altri casi positivi di giovedì 10 settembre, ve ne sono alcuni che interessano i lavoratori impiegati nella raccolta, lavorazione e immagazzinamento delle mele e dell'uva, in gran provenienti da Romania e Bulgaria.

Screening

Nei prossimi giorni, con l’intensificarsi delle attività nella filiera, è previsto l'arrivo di qualche migliaio di lavoratori, che saranno sottoposti, come noto, alla cosiddetta “quarantena attiva”: assimilati ai lavoratori essenziali, saranno sottoposti a tampone diagnostico ma potranno lavorare, rispettando le distanze fra di loro e rimanendo all'interno di gruppi numericamente limitati, di quattro persone, anche una volta terminata la giornata lavorativa. I 5 lavoratori risultati positivi oggi, su oltre un migliaio di complessivamente testati, appartengono a questi gruppi e sono alle dirette dipendenze delle aziende agricole.

Raccomandazioni

La raccomandazione dell’Azienda sanitaria è come sempre quella di osservare scrupolosamente le regole ben note, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento sociale, al fine di continuare a gestire la “convivenza” con il virus svolgendo al tempo stesso una vita il più possibile normale. Per le persone risultate positive e che stanno osservando la quarantena sono stati ripristinati i servizi di assistenza già “rodati”, a partire da “Resta a casa, passo io”, per la fornitura dei generi alimentari.

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