Bollettino coronavirus, altri 6 decessi e +243 casi in Trentino

I dati del report quotidiano dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, trasmessi dalla Provincia e dal Ministero della Salute

In Trentino ci sono 243 nuovi casi positivi al Covid-19 al 10 novembre 2020. Il dato, come sempre fornito dai report giornalieri redatti dall'Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) e divulgati alla Provincia autonoma di Trento e sul sito del Ministero della Salute, è in crescita. Nell’ultimo rapporto si precisa che di questi poco più della metà (126) hanno sintomi ma è significativo anche il numero dei soggetti individuati dal contact tracing (117). Altri dettagli: i soggetti classificati pauci sintomatici sono 98 e vengono seguiti a domicilio; quelli afferenti al sistema delle RSA sono 16 (solo 1 sintomatico), cifra che comprende sia operatori sia ospiti. A questo proposito, le autorità sanitarie lanciano di nuovo l’avvertimento: non è abbastanza alta l’attenzione nei confronti delle persone anziane se si considera che un quarto circa dei nuovi contagiati ha più di 70 anni (64 casi). Pesante anche il tributo di vite che il virus ha spento: anche oggi i decessi sono 6, tutti con oltre 80anni di età (1 in Rsa, 3 all’Ospedale di Trento e altri 2 Rovereto). Salgono come previsto gli accessi nei reparti ospedalieri: i pazienti ricoverati sono al momento 318, di cui 28 in rianimazione.
L’Azienda dà inoltre conto di altri 18 casi fra bambini e ragazzi in età scolare: le prossime ore diranno se le rispettive classi saranno messe in quarantena; ieri ce n’erano 280. Segnale positivo arriva invece dal fronte delle “dimissioni”: i pazienti guariti sono ben 400, cifra che porta il totale da inizio pandemia a quota 7.998.

Le raccomandazioni dell'Apss 

Le autorità sanitarie rimarcano la crescita del numero di chi ha bisogno delle cure ospedaliere, rinnovando con forza ancora una volta l’invito a mantenere il distanziamento fra persone, a lavarsi frequentemente le mani e ad indossare la mascherina, soprattutto per proteggere gli anziani, ma come buona pratica per la collettività. Gli screening proseguono a ritmi serrati, i tamponi analizzati lunedì 9 novembre sono stati 2.388, tutti all’interno del Laboratorio di Microbiologia dell’ospedale Santa Chiara. Inoltre, da mercoledì 4 novembre è entrato in vigore del protocollo sottoscritto con le farmacie per implementare l'uso dei test rapidi fino a 1200 al giorno. I positivi scoperti con test rapido, però, non vengono conteggiati nel totale e non dovranno effettuato il tampone di conferma, come ha annunciato il dirigente del Dipartimento Prevenzione Antonio Ferro. 

L'andamento del contagio

Sono diverse le ipotesi da parte del mondo scientifico. Filippo Anelli, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ne ha supposta una piuttosto infausta. Pare proprio che il contagio non sia arrivato ancora al picco in questa seconda ondata e ci potrebbero volere diverse settimane perché ciò avvenga. 

Le terapie intensive

Negli ospedali di tutta Italia c'è un cambio di passo, si torna a dover dedicare delle aree esclusivamente per i malati Covid, è un lavoro di ricalcolo di personale, mezzi e strutture non indifferente. «Stiamo lavorando per la rimodulazione dell’offerta assistenziale. – spiega il direttore dell’Apss Pier Paolo Benetollo. – Procediamo man mano, per non dover impattare negativamente sulle altre attività assistenziali normalmente svolte negli ospedali. Oltre ad aumentare i posti per terapia intensiva operiamo inoltre per aumentare i posti per pazienti Covid in terapia non-intensiva».

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