Cronaca

Bollettino coronavirus: +229 positivi e sono decedute altre 8 persone

I dati ufficiali del report quotidiano dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, divulgati sul sito del Ministero della Salute e dalla Provincia

Altri 8 decessi e 229 nuovi casi positivi al coronavirus sono stati registrati nel bollettino legato al contagio di venerdì 27 novembre in Trentino. Il dato, come sempre divulgato dalla Provincia autonoma di Trento e dal Ministero della Salute, viene elaborato e aggiornato ogni giorno dall'Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) e dall'ultima settimana di novembre ha iniziato ad abbassarsi. Le persone ricoverate sono: 348 nel reparto di malattie infettive, 44 in terapia intensiva e 60 in alta intensità. Le persone dichiarate guarite sono 268, si abbassa anche il numero degli «attualmente positivi» che arriva a un totale di 2414 casi.

Dei nuovi casi positivi, 134 sono stati individuati da screening o tracciamento dei contatti, 109 sono asintomatici e 74 paucisintomatici, tutti seguiti a domicilio. I nuovi contagi registrati nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) sono 18, tra ospiti e operatori. Anche stavolta sono presenti bambini sotto i 5 anni (sono 5 di cui 1 ha meno di 2 anni) ed un numero sempre preoccupante di over 70 (sono 69). Gli 8 decessi sono quasi tutti avvenuti in ospedale (7) e 1 in Rsa; si tratta di 5 donne e 3 uomini; l’età media è di 85 anni. 

Un altro fronte di indagine epidemiologica riguarda come noto la scuola, ed anche venerdì 27 novembre ci sono 23 casi positivi fra ragazzi, in merito alle singole situazioni sono in corso approfondimenti che potrebbero comportare l’isolamento delle rispettive classi. Giovedì 26 novembre quelle in quarantena erano 79. Incessante il lavoro nei laboratori che processano i tamponi: nelle ultime 24 ore ne sono stati analizzati 2.608 all’Ospedale Santa Chiara di Trento ed altri 854 a San Michele, per un totale di 3.462.

Screening e prevenzione

Prosegue la campagna di screening da parte di Apss e Fem, così come la richiesta anche da parte della Provincia di continuare ad adottare comportamenti di precauzione per evitare di allargare il contagio. Dopo lo screening di massa in Alto Adige, operazione eseguita con grande successo dalla Provincia autonoma di Bolzano, il Trentino si è mostrato molto "tiepido" riguardo alla possibilità di ripetere una sperimentazione simile. Per ora sono previsti screening sulla popolazione solamente in cinque comuni, che hanno deciso di muoversi in autonomia, mentre altri comuni si stanno muovendo per organizzare sul territorio dei centri tamponi

Tamponi e segnalazioni

Anche le realtà private che eseguono tamponi molecolari o antigenici, i cosiddetti "test rapidi", dovranno comunicare i casi positivi all'Azienda sanitaria locale. A quel punto tali soggetti positivi saranno gestiti secondo le procedure comunemente adottate, ovvero isolamento di 21 giorni, che può terminare prima in caso di tampone negativo al 10° o 15° giorno.

Stagione sciistica in crisi? 

Dal Governo rimane la linea dura, anche dopo la riunione tenutasi nel pomeriggio di giovedì 26 novembre, rimane l'intenzione di tenere chiusi gli impianti sciistici, al momento, per il mese di dicembre. «Il punto principale che riguarda le tematiche che a noi sono care è, in primis, il tema impianti da sci - commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti -. C'è stata una presa di posizione da parte dell'Unione Europea, che ha detto sostanzialmente che non può decidere lei ma che può fare solo operazioni di moral suasion, di convincimento, della eventuale chiusura. La Germania è intervenuta dicendo che è d'accordo sul chiudere, pare che l'Austria voglia, invece, aprire e l'Italia, abbiamo appreso dal Governo un'impostazione rigida sotto il piano sanitario, cioè vuol dire che non c'è la possibilità di aprire almeno fino all'Epifania. Dopo di che, il ministro Boccia ha detto "vedremo"».

Vaccino in arrivo a gennaio

In Trentino potrebbero arrivare tra le 17 e le 20mila dosi di vaccino anti-Covid. A comunicarlo è stato il dirigente del Dipartimento di Prevenzione, Antonio Ferro, durante la conferenza stampa di lunedì 23 novembre. La precedenza, per la vaccinazione, verrà data agli operatori sanitari e agli ospiti delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), il piano per la conservazione delle dosi, sarebbe già pronto. 

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