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Bocconi avvelenati: c'è un sospettato ed è un cacciatore

Un'indagine della Forestale ha portato a stringere il cerchio nei confronti di una persona, alla quale sono state sequestrate anche reti per uccelli

Bocconi avvelenati: i casi segnalati ormai quotidianamente, purtroppo, non fanno più notizia. E' invece una notizia il fatto che questa volta ci sia un sospettato. Lo riferisce una nota della Provincia nella quale si dà notizia di un'indagine condotta dalla Forestale provinciale su delega della Procura di Rovereto.

Le indagini si sono concentrate nella zona della Vallagarina. "Sono state rinvenute e poste sotto sequestro sostanze potenzialmente idonee al confezionamento di bocconi avvelenati, che le analisi di laboratorio hanno confermato essere principi attivi contenuti nelle esche trovate in vari luoghi di indagine. Si tratta di prodotti un tempo utilizzati in agricoltura come fitofarmaci, il cui uso non è più consentito già da diversi anni, ma anche di piccole capsule contenenti stricnina" si legge nella nota.

Dei cani appositamente addestrati a ritrovare le esche, ovviamente enza mangiarle, sono stati utilizzati per bonificare intere aree nei comuni di Ala, Mori, Rovereto, Vallarsa e Ledro. Secondo quanto si evince dalla nota il sospettato sarebbe un cacciatore, visto che le indagini hanno portato anche al sequestro di materiale per l'uccellagione: reti, trappole a scatto, cordini in acciaio. Tutto materiale illegale.

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