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Biodigestore a Storo, petizione popolare. Per la Provincia non si farà

Stefano Marini, a nome del comitato che ha raccolto firme sulla vicenda del biodigestore, ha spiegato i motivi che hanno portato molti cittadini del comune della Val del Chiese a mobilitarsi

I rappresentanti di tre petizioni popolari, due di Storo, una sull'ipotesi di un biodigestore, l'altra sulla qualità dell'aria nel comune del Chiese e quella per la messa in sicurezza e della strada del passo Fedaia, sono stati ascoltati dalla Terza Commissione presieduta da Roberto Bombarda (Verdi). Un confronto nel quale il dirigente generale dei lavori pubblici, Raffaele De Col ha ribadito che non esiste la previsione di un impianto per il trattamento dell'umido a Storo e per quanto riguarda l'aria la dirigente generale dell'Appa, Laura Boschini, ha affermato che proprio nella mattinata di ieri il responsabile della qualità dell'aria dell'Appa era a Storo per trovare, in accordo con la Giunta, un luogo dove posizionare la centralina mobile di controllo che rimarrà in funzione per un anno. La centralina sarà operativa entro fine mese perché, in questi giorni, deve essere sottoposta a lavori richiesti dalle norme di sicurezza. Per quanto riguarda la strada del Fedaia la Commissione ha sentito i rappresentanti dell'Associazione Fassa che hanno raccolto firme per chiedere interventi risolutivi per rendere sicura contro le valanghe e quindi sempre agibile la strada che collega Fassa con il Veneto. Un'arteria è stato ricordato dalla presidente dell'associazione Elena Testor indispensabile per l'economia della val di Fassa che sta risentendo della crisi. 

Il biodigestore di Storo? Per ora non serve. 

Stefano Marini, a nome del comitato che ha raccolto firme sulla vicenda del biodigestore, ha spiegato i motivi che hanno portato molti cittadini del comune della Val del Chiese a mobilitarsi. Non c'è, ha ricordato, una no pregiudiziale all'impianto, ma si chiedono informazioni adeguate (su questo resistenze, secondo Marini, ci sono state soprattutto da parte del Comune); valutazioni sulla sostenibilità economica e vengono avanzate preoccupazioni sul traffico che un biodigestore provocherebbe da Storo verso Rovereto, dove verrebbe portato il residuo, e verso Storo. L'ingegner De Col ha risposto che l'impianto di Storo non è in previsione. E alla domanda di Claudio Civettini (Lega) se questo "no" è da ritenersi definitivo, il dirigente della Pat ha risposto che a oggi le esigenze del Trentino sono soddisfatte dall'impianto del Cadino. De Col ha aggiunto che i problemi sono stati soprattutto di comunicazione perché si confonde la ricerca di possibili luoghi adatti per gli impianti con la loro effettiva collocazione. Il biodigestore del Cadino, infine, ha una potenzialità che può arrivare fino a 40 mila tonnellate all'anno, quindi in grado di coprire le esigente del nostro territorio. 

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