Cronaca Centro storico

Bruno Firmani (IDV): "Facciamo la biblioteca a Trento Fiere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Il dibattito biblioteca sì biblioteca no impazza. Personalmente ero contrario ad un’opera faraonica, costosa e sovradimensionata come quella progettata dall’architetto Botta in piazzale Sanseverino ed ho sempre espresso con convinzione questa mia contrarietà. Poteva forse avere appeal prima che scoppiasse la crisi, ma ora che abbiamo compreso quanto la situazione di stagnazione economica sia  strutturale, quell’opera non ha più alcun senso.
La comunità universitaria però reclama una biblioteca per gli studenti, possibilmente ben attrezzata con sale video, sale lettura e ben dotata dal punto di vista della multimedialità. Uscire dalla cintura del quartiere delle Albere equivarrebbe a costruire un’opera inutile, perché sarebbe troppo lontana dalle sedi universitarie e quindi poco frequentata. Così pure riadattare a biblioteca il  centro congressi del nuovo quartiere di Renzo Piano,  appare  un’operazione improbabile sia dal  punto di vista logistico, che economico. Un  luogo vicinissimo alle quattro facoltà del centro storico e che si presterebbe a questo tipo di utilizzo però  esiste.


Mi riferisco all’area oggi occupata da Trento Fiere-ex mercati generali, un’area che per essere un centro fieristico non è l’ideale in quanto è piccola, non dispone di parcheggi  sufficienti ed è collocata in centro storico con molti disagi nel far defluire il traffico dei visitatori, diversamente dalle  aree fieristiche di altre città, che sono dislocate in spazi periferici  rispetto ai centri urbani.
Si tratta di una vecchia struttura, peraltro molto ampia, molto centrale, che andrebbe comunque ristrutturata  prima o poi. Quale potrebbe essere un utilizzo migliore se non per una  biblioteca universitaria?


Difficile ora senza una verifica tecnico-strutturale capire se esistono ragioni ostative, ma la posizione e le dimensioni ne farebbero un luogo ideale. Poi naturalmente ci sono le volontà politiche, di fronte alle quali noi cittadini comuni, che ragioniamo in termini di logica, buon senso e ricerca del bene comune, alziamo le mani, come sempre impotenti, oppure  inascoltati.

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