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Cronaca

Basta sessimo e omotransfobia: l'indignazione avvolge il Trentino Alto Adige

A tutto c'è un limite e molti ora, tra Trento e Bolzano, chiedono che venga rispettato

Basta sessismo e omofobia nel 2021. L'infelice post del consigliere Luca Valentini che incitava le donne ad avere rapporti sessuali con i cavalli se, citiamo testualmente "gli uomo sono così difficili", ha scatenato parecchie reazioni contrastanti. Sono diverse infatti le persone che prendono distanza da quanto da lui dichiarato nel post che poi ha rimosso dalla sua pagina pubblica di Facebook. Eliminato il post, ma non la brutta figura, Valentini ha poi pubblicato un lungo scritto motivando la sua opinione personale. 

Tra Trento e Bolzano a fine novembre sono in diversi ad essersi "scatenati" e aver mostrato intolleranza verso l'altro che ha lasciato molti a bocca aperta. "In questi giorni è tornata a mostrare il proprio volto violento l’estrema destra. Lo ha fatto in Trentino con Luca Valentini. Lo ha fatto in Südtirol con Anna Scarafoni. Lo ha rifatto a Trento, con un gruppo di auto-definitisi “nazisti” - afferma il consigliere Paolo Zanella -. Il primo episodio vede come protagonista Valentini, candidato alle scorse comunali a Trento per Fratelli d’Italia e componente della Commissione cultura a Gardolo, che ha attaccato con un post sessista di una violenza inaudita tutto il genere femminile, consigliandogli di farsi “scopare dai cavalli”. Da queste affermazioni hanno preso le distanze il Consigliere regionale Urzì e l’esponente locale Gerosa". Al mattino di venerdì 19 novembre, i consiglieri provinciali di Trento, non si erano ancora espressi e non è dato sapere se lo faranno. 

"Il secondo episodio  - prosegue Zanella - vede Anna Scarafoni, consigliera comunale a Bolzano per Fratelli d’Italia, parlare ieri (18 novembre ndr) sera in Consiglio comunale di 'diffusione di materiale pornografico senza alcuna protezione per i minori', di 'ideologia spinta all’estremo contro il buonsenso' e di 'disgustosa propaganda di esibizionisti pedofili adescatori, che entrano nella psiche delle famiglie e dei minori con oltraggi devastanti'. Il tutto riferito a Centaurus - Arcigay Alto Adige/Südtirol. Il crimine? Utilizzare in eventi pubblici del materiale divulgativo sul sesso sicuro che descrive come prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili". Da queste gravissime affermazioni ancora nessuno avrebbe preso le distanze.

A tutto c'è un limite e molti ora tra Trento e Bolzano lo chiedono, tra politici e non che tra i commenti sotto ai post e le reazioni a quanto accaduto recentemente mostrano la loro indignazione. Lo chiede Arcigay del Trentino, intervenuto nel pomeriggio di venerdì 19 novembre con una nota in cui parla di "rigurgito di intolleranza fascista che attraversa il territorio di tutta la regione".

L'Arcigay del Trentino, come Zanella ripercorre quanto accaduto in Consiglio comunale a Bolzano e quello che è stato definito come un atteggiamento di "omolesbotransfobia istituzionalizzata per colpire Centaurus Arcigay Bolzano e le iniziative che il circolo porta sul territorio altoatesino. Un caso montato ad arte da Fratelli d’Italia, dove la dialettica politica sfocia nella diffamazione".

E ancora, a Trento, l'Arcigay racconta di "aggressione di mercoledì ai danni delle compagne di “Non una di meno - Trento”, attaccate da un manipolo di fascisti che si sono sentiti legittimati ad attraversare lo spazio pubblico con la propria violenza - scrivono in una nota -. Non è tollerabile che le nostre istituzioni, le nostre strade e le nostre piazze siano attraversate da questo rigurgito di intolleranza e violenza nei confronti delle donne, delle persone LGBTQI e di chiunque non rientri nella (loro) “norma”. Come Arcigay del Trentino vogliamo esprimere massima solidarietà e vicinanza alle compagne di Centaurus Arcigay Bolzano e di Non una di meno  - Trento". Il nostro posizionamento è netto: ora e sempre antifascisti".

Necessario porre un freno all'escalation di violenza di genere

"Un esponente politico, in quanto rappresentante istituzionale, cosa ancor più grave, non può e non deve lasciarsi andare a paragoni e riferimenti che nulla hanno a che vedere con la propaganda - afferma il consigliere Silvia Zanetti -. La violenza è una cosa seria e come tale va trattata e condannata, in tutte le sue forme, anche quella verbale. Non è più sufficiente parlarne per un paio di giorni dopo i fatti di cronaca, per poi dimenticarsene, finché non accade di nuovo e poi di nuovo ancora. Non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti di fronte a questo tipo di violenza. La politica tutta -senza distinzioni e bandiere- e la società civile deve essere coinvolta per porre un freno all’escalation di violenza di genere che ci sta travolgendo, a maggior ragione dopo i tristi dati diffusi sull’aumento delle violenze domestiche nei confronti delle donne; basti pensare che, durante il lockdown, le richieste di aiuto solo triplicate. Ritengo necessaria una forte condanna dei pregiudizi legati al genere e ai discorsi di odio, così come un rafforzamento della promozione dell’informazione sugli strumenti a tutela delle vittime".

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