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La vicenda / Baselga di Pinè

Baselga, addio Giochi 2026. Malagò: “La candidiamo alle Olimpiadi invernali giovanili 2028”

I 50,5 milioni di euro della Provincia serviranno invece per l’Ice Rink e per lo sviluppo dell’Altopiano

Il sogno olimpico per Baselga di Pinè è finito. Almeno, quello riguardante i Giochi invernali del 2026; ma ci arriveremo. Una conferenza stampa, quella del Centro Congressi di Pinè 1000 che, oltre al sindaco Alessandro Santuari, al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all’assessore provinciale allo sport Roberto Failoni e ai vertici della Federghiaccio e della Federazione di tiro con l’arco, Andrea Gios e Mario Scarzella, ha visto al centro anche l’uomo più atteso, il numero uno dello sport italiano, il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Ma ad aprire gli interventi è stato il presidente Fugatti: “Oggi se noi dovessimo decidere di continuare il progetto e chiederci se siamo in tempo per farlo per l’inizio delle Olimpiadi, la risposta è sì. Sull’opera la Provincia aveva messo a disposizione lo scorso luglio 50,5 milioni di euro. Il tema dei costi poi si è aggiornato, non solo per Baselga ma anche per altre realtà e si è arrivati a una cifra tra i 70 e i 75 milioni di euro. Di fronte a una cifra del genere un pensiero va fatto”.

Però, parallelamente, mentre la Provincia rifletteva, si è iniziato a pensare anche a delle alternative con il mondo dello sport. “Questa mattina (venerdì 20 gennaio, ndr) abbiamo fatto una delibera come giunta provinciale: quei 50,5 milioni li mettiamo a disposizione dell’unità di Baselga. Per sistemare, potenziare e innovare la parte delle strutture del ghiaccio utilizziamo 29 milioni, gli altri 21,5 verranno utilizzati per interventi sull’Altopiano di Pinè e sui territori limitrofi per lo sviluppo turistico, ambientale ed economico” conclude Fugatti.

È stata poi la volta di Malagò, accolto pure da qualche mormorio in sala. Il presidente del Coni ha spiegato nel dettaglio la cronistoria che ha portato al pomeriggio di Baselga, dall’incredibile vittoria della candidatura di Milano e Cortina contro Stoccolma nel 2019, passando per tutto il percorso e i vari iter, tra le perplessità del Cio sulla location e sul piano di legacy, spiegando che, di colpe, la politica locale non ne ha. Soprattutto, Malagò ha spiegato che il caso di Baselga non è una mosca bianca, ma una consuetudine quando si organizzano eventi internazionali di questo calibro, con lo stesso che ha anche fatto gli esempi di quanto accaduto con alcune location di Tokyo e Parigi in vista delle Olimpiadi.

Vi dicevamo che l’addio al sogno olimpico di Baselga di Pinè è quello riguardante il 2026. Perché, come avevamo ipotizzato, Malagò non è venuto in Trentino privo di alternative per il territorio in fatto di sport: “La mia proposta è di candidare il Trentino e la Lombardia per ospitare le Olimpiadi giovanili invernali 2028, con Baselga che ospiterà le gare in pista lunga. Non ho la certezza che ce le assegneranno, ma il dossier è quasi chiuso. Io credo che ce la faremo. Recuperiamo con i giovani, Baselga sarà comunque una città olimpica” ha spiegato Malagò.

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