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La reazione / Rovereto

Bar chiuso dalla polizia, i titolari: "Non siamo noi a fare casino"

La reazione dopo la decisione del questore di apporre i sigilli al locale per 30 giorni

La chiusura per 30 giorni del Bar Diamante a Rovereto, disposta dal questore di Trento, ha lasciato l’amaro in bocca. Soprattutto per quanto riguarda i proprietari del locale, le cui parole sono state riportate da L’Adige.

La reazione

“Non siamo noi a fare casino. Tanto più che ci siamo impegnati fin da subito a tenere pulito e dare un’anima a questa strada” spiegano i titolari, con riferimento a vicolo Parolari a Rovereto. Gli stessi aggiungono di aver investito in impianti di videosorveglianza a disposizione delle forze dell’ordine.

“Ci contestano fatti avvenuti anche nel giorno di chiusura, la domenica. È assurdo. Secondo l'ordinanza noi siamo colpevoli di aver messo in allarme, soprattutto con schiamazzi, tutta la via: ma quando mai! Ci tuteleremo perché siamo stufi di passare per i cattivi” il commento conclusivo dei titolari.

L’ordinanza

Il decreto, attivo da ieri, sabato 1 luglio, ha la durata di 30 giorni. La misura, fanno sapere dalla questura di Trento, si è resa “necessaria anche per rispondere alla costante richiesta di maggiore tutela da parte della collettività ed eliminare la percezione di insicurezza e degrado più volte manifestata dai cittadini”.

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