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Furti itineranti dal Trentino alla Puglia: 8 arresti e 9 indagati

Sono 8 le persone arrestate, 9 quelle indagate e 16 le perquisizioni che hanno portato al sequestro di altro materiale. La banda partiva dalla base di Andria e giungeva nel Nord Italia dove, dopo mirati sopralluoghi, commetteva i furti

Sono 8 le persone arrestate, 9 quelle indagate e 16 le perquisizioni che hanno portato al sequestro di altro materiale, le accuse sono di furto aggravato, associazione a delinquere e si ipotizza anche l'inquinamento ambientale per uno sversamento di gasolio nel rio Lavisotto. La banda partiva dalla base di Andria e giungeva nel Nord Italia dove, dopo mirati sopralluoghi, commetteva i furti. GUARDA IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

Le indagini degli uomini della squadra mobile in collaborazione con quella di Bari, coordinate dal Servizio Centrale Operativo, sono partite dopo due grossi furti di carburante avvenuti nella provincia di Trento 6 mesi fa. Sono 8 le persone arrestate, 9 quelle indagate e 16 le perquisizioni che hanno portato al sequestro di altro materiale. 

La banda costituita da professionisti che agivano a volto coperto, partiva dalla loro base di Andria e giungeva nel Nord Italia dove, dopo mirati sopralluoghi, commetteva i furti. I mezzi utilizzati erano autoarticolati attrezzati con pompe idrofore e tutto il materiale per svuotare i depositi. Nell'operazione sono stati impiegati anche i Reparti Prevenzione Crimine Puglia.  L'organizzazione criminale operava nel nord d'Italia, ed è responsabile di oltre 50 furti. La banda di criminali era costituita da professionisti con base ad Andria (Bari). I mezzi utilizzati erano degli autoarticolati attrezzati con pompe idrovore e altro materiale per svuotare i depositi. Questi mezzi venivano tenuti in un'area di parcheggio nei pressi di Verona o in altre città del Nord, per poi essere utilizzati durante i colpi. La conclusione dell'operazione è avvenuta lo scorso week end in Puglia, dove sono state arrestate 8 persone, indagate 9 ed effettuate 16 perquisizioni che hanno portato al sequestro di altro materiale utilizzato per svuotare i depositi.Sono state oltre 20 milioni le utenze telefoniche controllate dalla polizia di Trento in collaborazione con altre Questure italiane, ad esempio Parma e Mondovì. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la banda contava complessivamente tra i 50 ed i 60 membri, per un giro d'affari stimato in 50 milioni di euro. Per i soli furti di carburante, invece, la cifra stabilita dagli investigatori si aggirerebbe attorno ai 3,5 milioni di euro.  Alcuni degli arresti sono stati effettuati in autostrada, lo scorso 19 aprile 2012, quando la polizia ha bloccato cinque presunti appartenenti all'organizzazione. Tra le ipotesi accusatorie anche l'inquinamento ambientale: nel gennaio del 2012, infatti, alcuni dei componenti del presunto sodalizio criminale, avevano rubato 130 mila litri di gasolio, utilizzando una tubazione di 400 metri, dal fondo di un cantiere contiguo alla Petrolvilla. In quella circostanza, di qui l'ipotesi di danno ambientale, sul fondo del rio si erano riversate perdite che avevano determinato la necessità di mettere in sicurezza la zona.

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