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Neonato trovato morto: è stato soffocato, la madre non risponde

L'esito dell'autopsia non lascia dubbi: il piccolo è nato vivo, ed è stato poi strangolato. La madre, in carcere dopo le cure all'ospedale, non risponde al giudice

E' stato quel panno, avvolto in più giri attorno alla testa, ad uccidere il neonato ritrovato senza vita nelle campagne di Lana, in Val Venosta. Questo il verdetto dell'autopsia, eseguita nel pomeriggio di venerdì 20 settembre sul corpo del piccolo, ritrovato da alcuni escursionisti tra i cespugli.

La madre, una giovane lavoratrice stagionale dell'Est Europa, è stata sottoposta a fermo indiziario in ospedale ed ora si trova in carcere. E' stata sentita nella mattinata odierna, ma non ha risposto alle domande del giudice.

Il piccolo è nato vivo, poi è stato ucciso

Queste le novità, riportate dalla Procura di Bolzano, sulla terribile vicenda che ha come sfondo le campagne altoatesine, dove la ragazza avrebbe preso servizio come raccoglitrice di mele, sebbene questo aspetto sia ancora tutto da approfondire.

Il piccolo, dunque, è nato vivo, e sarebbe stato ucciso poco dopo la nascita, e poche ore prima del ritrovamento. Il decesso è avvenuto per soffocamento, sebbene sul corpo vi siano altre lesioni probabilmente dovute ad una caduta. 

Il neonato "ha esalato alcuni respiri", queste le parole usate dalla Procura. I polmoni si sono dischiusi per inalare la fredda aria del mattino, quello che è avvenuto dopo è ancora da chiarire definitivamente. La madre resta in carcere con l'accusa di omicidio aggravato.

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