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Bacino per neve artificiale in zona Unesco: più piccolo ma si farà

Dovrebbe occupare una superficie di 3,6 ettari e con una capacità di 208 mila metri cubi: rivista l'ipotesi iniziale con ridimensionamento del 10% e accorgimenti che riducano l'impatto ambientale

La scelta di costruire un nuovo bacino di stoccaggio per l'innevamento artificiale delle piste di Madonna di Campiglio, in zona Unesco, è meno impattante, sotto il profilo ambientale e naturalistico, rispetto all'utilizzo delle acque del lago Ritorto o di altre soluzioni alternative della zona. Questo il parere espresso dai tecnici della Provincia e del Museo di scienze naturali ai consiglieri della terza Commissione riunita per una valutazione riguardo l'attuazione della mozione approvata dal Consiglio provinciale nel luglio scorso.

Il documento, nell'avanzare forti perplessità riguardo la costruzione di un bacino di stoccaggio in località Montagnole, chiedeva di riconsiderarne le dimensioni e le caratteristiche tecniche e di valutare la possibilità di soluzioni alternative, riferendo le soluzioni alla commissione. A seguito della mozione è stato attivato un percorso che ha coinvolto tecnici provinciali, Museo di Scienze e associazioni locali per esaminare tutte le possibili alternative ad un bacino artificiale che dovrebbe occupare una superficie di 3,6 ettari e con una capacità di 208 mila metri cubi.
E' stata quindi rivista l'ipotesi iniziale con un ridimensionamento del bacino di circa il 10% e con l'introduzione di tutta una serie di accorgimenti che rendano meno pesante l'impatto ambientale. Apprezzato dai consiglieri l'approfondimento e il rigore scientifico della relazione dei tecnici, che tuttavia non è riuscita a dissipare del tutto i dubbi e le perplessità su un'opera che prevede un grande impatto ambientale con uno sbancamento in quota di dimensioni rilevanti. Per Giovanazzi bisognerebbe, in interventi di questo tipo, trovare un punto di incontro fra interessi economici ed esigenze ambientali e non far prevalere sempre gli interessi economici. Per Magnani ci sia almeno un compromesso e si eviti che il finanziamento pubblico di queste opere vada a stimolare gli interessi privati.
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