Il caso

Attesa per l’autopsia di Sara Pedrotti

L’esito certificherà le reali cause del decesso della 53enne avvenuto durante le vacanze

La tragica scomparsa di Sara Pedrotti ha letteralmente sconvolto tutta la comunità trentina, con la 53enne strappata alla vita mentre faceva snorkeling durante le proprie vacanze all’Isola d’Elba.

Si attende in queste ore di sapere l’esito dell’esame autoptico disposto dalla Procura di Livorno, grazie al quale sarà più semplice comprendere le cause che hanno portato alla morte la donna originaria della val di Non, moglie e madre di due figlie.

Le reazioni

Sgomento. È questo il sentimento maggiormente diffuso tra le persone che la conoscevano e che, dopo aver appreso della sua scomparsa, si sono strette attorno al marito Silvano e alle due figlie. Tanto dispiacere sia a Trento, tra i colleghi della donna (lavorava in Regione) che tra quelli di Silvano, così come in tutte le persone del quartiere e della parrocchia di Cristo Re, dove Sara faceva la catechista.

Chi era Sara Pedrotti

Dolore e sconforto anche a Dambel, dove la donna era nata e cresciuta prima di trasferirsi nel capoluogo e dove vivono ancora i famigliari più stretti. Una volta che le autorità livornesi daranno il nulla osta, la salma di Sara Pedrotti potrà tornare in Trentino e sarà possibile fissare la data dei funerali.

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