Giovanna Giugni: "Attenuante per lo stupro, così si torna indietro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Da oggi  gli stupratori, che già troppo spesso sono rimessi in libertà subito dopo essere stati identificati, possono dormire sonni più tranquilli. Chi imporrà alla propria vittima  un rapporto sessuale usando violenza e sopraffazione potrà, secondo quanto deciso dalla Corte di Cassazione, ottenere il riconoscimento dell'attenuante di non aver commesso un reato di particolare rilievo.
Sembra di percorrere a ritroso il cammino che, con fatica, ha portato a fare in modo che lo stupro diventasse, nel 1996, reato contro la persona da atto contrario alla morale sessuale, come lo voleva il codice Rocco.
Il ritorno della vis grata puellae. Quel rude approccio maschile che vince la ritrosia naturale e culturale di ogni femmina. Se Ovidio sapesse quale uso sconsiderato si fa della sua ars amatoria credo inorridirebbe!
Da civiltà del diritto a negazione progressiva dei diritti. 
E questo mentre si moltiplicano le iniziative contro la violenza sulle donne. Come in tutte le posizioni dirigenziali, anche presso la Corte di Cassazione le donne scarseggiano: un solo presidente di sezione  presso la Corte  è donna, nessun avvocato generale e due soli sostituti procuratori generali su 54  sono donne.
Così sono sempre e solo gli uomini a decidere, in Parlamento, nelle assemblee legislative, nelle Corti di giustizia, ovunque si possa disporre della vita e della dignità delle donne. Esserci per decidere: l'unico modo di realizzare parità senza forzature e concessioni.
Nessuna consulta e nessun comitato potrà dare alle donne la possibilità concreta di creare per se stesse condizioni di vita e di lavoro adeguate. Sarà la nostra presenza sempre più massiccia e convinta nei luoghi in cui si decide a fare la differenza. 
 
Giovanna Giugni
Vicepresidente del Consiglio delle Donne della città di Trento

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