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Itas, no a Di Bendetto da Fisac e Cgil: "Apportare discontinuità"

I sindacati ritengono che in questa fase di transizione, pur nella diversità dei ruoli, "si potrebbero creare le condizioni per portare una rappresentanza dei lavoratori all'interno del consiglio

"Apportare discontinuità nella governance della mutua e individuare, nel contempo, una guida di transizione quale unica modalità per difendere la solidità e la serietà della società assicurativa trentina". Cgil e Fisac del Trentino, insieme ai rappresentanti sindacali aziendali Fisac, alla luce delle vicende emerse, fanno appello ai delegati che domani parteciperanno all'assemblea di Itas. I sindacati ritengono che in questa fase di transizione, pur nella diversità dei ruoli, "si potrebbero creare le condizioni per portare una rappresentanza dei lavoratori all'interno del consiglio di amministrazione, individuando una figura di alto profilo etico e morale. La partecipazione dei lavoratori è una richiesta avanzata da tempo e oggi, alla luce di quanto accaduto, appare ancora più importante il contributo che potrebbe arrivare da questa partecipazione al fine di assicurare massima trasparenza".

Per tutte queste ragioni Cgil e Fisac del Trentino con i rappresentanti sindacali aziendali giudicano invece "inopportuna la richiesta di una deroga al numero di mandati per la carica di presidente, ritenendo che un cambiamento possa rappresentare la strada più opportuna per consolidare l'autorevolezza e la credibilità della mutua". I sindacati ritengono infine che "questo passaggio difficilissimo potrà essere superato con la massima trasparenza e coerenza verso quei valori mutualistici che hanno contraddistinto la società e che potranno garantirne un positivo futuro". 

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