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Cronaca Caldonazzo

Ruba un borsello da un'auto in panne: arrestato dopo un mese e mezzo

Lo scorso 8 agosto una famiglia si era fermata in una piazzola con l'auto in panne: un giovane sceso da un'altra auto aveva rubato un borsello con soldi e documenti per poi darsi alla fuga. Ma era stato riconosciuto

I Carabinieri della Compagnia Borgo Valsugana, in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia Conegliano, hanno arrestato L. K., cittadino italiano, di origini slave, per una rapina consumata ai danni di una famiglia italiana lo scorso mese di agosto, sulla Ss 47, all'altezza di Caldonazzo.

Cosa era accaduto

8 agosto, circa un mese e mezzo fa, sulla statale Valsugana, sono quasi le 13. Una famiglia si ferma su una piazzola di sosta all’altezza di Caldonazzo, per un’avaria al motore della loro autovettura. Il guasto è serio e sono costretti a chiamare il soccorso stradale. Il caldo è intenso ed il capo famiglia, suggerisce alla moglie ed al figlio di ripararsi all’ombra di alcuni alberi distanti una ventina di metri, mentre lui si accontenta dell’ombra del portellone posteriore della propria auto e si siede sul pianale. Tra i sedili il borsello con dentro soldi ed altri effetti personali. Nell’attesa, l’uomo si distrae e non si accorge subito di un’autovettura che si ferma sulla stessa piazzola ma poco più avanti e dalla quale scende un giovane che, con movimenti estremamente rapidi e sicuri, si avvicina all’auto, afferra il borsello e torna verso l’auto che lo sta attendendo. E’ solo quest’ultima parte che viene notata dalla vittima, vede che il borsello non c’è più e si lancia all’inseguimento del giovane. Si aggrappa al finestrino di questa Polo che nel frattempo è ripartita, tenta di costringere il conducente a fermarsi, ma dopo essere stato trascinato per una ventina di metri, lascia la presa.

Viene dato l’allarme al 112 e i carabinieri giungono in soccorso della famiglia. Vengono eseguiti rilievi, si rintracciano alcuni testimoni che forniscono preziose informazioni circa l’auto, la descrizione del ladro, la direzione di fuga, tutti elementi utili che consentono di attivare un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento e che conduce all’identificazione del responsabile ed alla emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere. 

Ed oggi, i carabinieri, dopo aver circondato l’abitazione, si fanno aprire la porta da K.L. che non si mostra affatto meravigliato della presenza degli uomini dell'Arma e, senza opporre resistenza, si lascia condurre presso il carcere di Treviso, in attesa di essere sentito dal magistrato.

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