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Reati fiscali, arrestati in sette, tra cui un mafioso: perquisizioni anche in Trentino-Alto Adige

Le operazioni in varie città italiane hanno visti impiegati oltre 100 militari

È di 7 arresti e 51 perquisizioni, di cui alcune in Trentino Alto Adige, il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza di Padova, battezzata Pupari 2.0, che ha visto impegnati cento militari in tutt'Italia.

Le fiamme gialle, nell’ambito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Rovigo, hanno eseguito 51 perquisizioni e contestuali 7 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone accusate di far parte di una associazione a delinquere dedita alla commissione di reati fiscali. Tra gli arrestati spicca un pregiudicato di Cosa nostra, già collaboratore di giustizia, che è stato individuato come promotore di una ditta che emetteva fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, con lo scopo di non versare l’Iva dovuta sulle cessioni effettuate.

Le operazioni - svolte in Trentino-Alto Adige, Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia - hanno visti impiegati oltre 100 militari del Comando Provinciale di Padova e dei Reparti territoriali del Corpo competenti per territorio.

La frode

L’attività investigativa è riuscita a ricomporre e smascherare un'ingegnosa e complessa frode fiscale, architettata da due persone di origine siciliana, padre e figlia, entrambi amministratori di fatto di diverse società utilizzate per commercializzare prodotti e fittiziamente intestate a diversi prestanome. Il meccanismo adottato per commettere la frode all’Iva, utilizzava diverse società 'cartiere'.

In totale le persone indagate sono 21, mentre le società coinvolte 20, stabilite prevalentemente nel territorio del triveneto, e le imposte evase al momento, ancora da quantificare compiutamente, ammontano a oltre 10 milioni di euro.

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