Arrestati i rapinatori del Mercatone Uno: associazione a delinquere, undici arresti

Undici arresti, di cui due a Trento, scattati alle prime ore del mattino di oggi. Una vera e propria banda specializzata in furti e rapine ai danni di rappresentanti di gioielli. Tra loro ci sono anche i quattro della rapina al Mercatone Uno di San Michele all'Adige il 15 gennaio scorso che fece scattare in Trentino l'allarme sicurezza

A due mesi e mezzo di distanza dalla rapina al Mercatone Uno di San Michele all'Adige l'indagine congiunta del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e della Squadra Mobile della Questura di Trento hanno portato all'arresto di undici persone accusate di associazione a delinquere. L'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Trento Francesco Forlenza è scattata alle prime ore del mattino di oggi nelle città di residenza dei vari arrestati, da Udine a Milano, compresa Trento. Quattro degli undici erano già stati arrestati il 4 marzo scorso dai carabinieri in relazione al tentativo di rapina ai danni di un rappresentante di gioielli alla Fiera di Parma.

Era infatti questa la specialità del sodalizio: una banda dedita a rapine e furti principalmente ai danni di rappresentanti di gioielli e preziosi, attiva in tutto il nord Italia, composta interamente da italiani nomadi con dimora presso i campi di Padova, Verona e Milano e in abitazione a Trento e Treviso, tutti pluripregiudicati per reati specifici. In particolare tre degli undici, ed una quarta persona ancora da identificare, sono indicati come gli autori della rapina del 15 gennaio. Sarebbero arrivati in Trentino nel tardo pomeriggio a bordo di una fiat Croma rubata a Como alcune settimane prima; dopo il colpo sono fuggiti con un bottino di gioielli e preziosi per 94.000 euro abbandonando l'auto, poi ritrovata a Nave San Rocco. Si sarebbero poi spartiti il bottino a Trento, in una casa di via Bronzetti, per poi tornare alle diverse città di provenienza. Gli inquirenti parlano di veri e propri "clan" collegati tra loro da rapporti anche di parentela, dai quali provengono gli undici (tra loro c'è anche una donna residente a Trento, convivente con un altro membro della banda) prevalentemente tra i 20 e i 30 anni, ma ci sono anche un quarantenne e un cinquantenne. Non risulta ci fosse una gerarchia nè uno o più capi.

Le indagini hanno permesso di riconoscere responsabilità di alcuni componenti della banda nella rapina a Giovo del novembre 2012 ai danni di un rappresentante di gioielli per 140mila euro e del furto di due slot machine con relativo contante al Circolo Tennis San Pio X nel dicembre 2013. A carico dei quattro arrestati a Parma c'è anche il tentativo di rapina, sventata dai carabinieri, ai danni del rappresentante di gioielli ed il progetto di un colpo a Basilea, sempre in occasione di una fiera di gioielli. Per quanto riguarda la rapina della gioielleria all'interno del Mercatone Uno di San Michele all'Adige la perquisizione a casa dei due complici trentini ha fatto escludere la rapina a mano armata: è stata infatti ritrovata una pistola "scacciacani", replica della Beretta in uso alle forze dell'ordine, molto probabilmente usata nella rapina. Non sono state ritrovate armi di alcun genere. 

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