Arnie "intelligenti": con le api del monte Bondone si fa il miele 2.0

La start up trentina "Melixia" ha sviluppato dei dispositivi hardware ad energia solare che consentono di tenere sotto controllo un insieme di fattori essenziali per la salute degli insetti e dell'ambiente circostante

Tutelare la salute delle api per migliorare la qualità del miele: questo l'obiettivo di una applicazione creata dalla start up trentina Melixia, ormai realtà dopo due anni di "rodaggio". L'azienda, che opera in prossimità del monte Bondone, in un'area ricca di boschi, ha ideato degli alveari smart unendo innovative tecnologie digitali alle tradizionali tecniche di allevamento delle api. La strumentazione si applica sopra le arnie come una specie di plugin hardware, molto leggero e assolutamente innocuo per gli insetti, nonché alimentato a energia solare. Questi dispositivi consentono di tenere sotto controllo un insieme di fattori essenziali per la salute degli insetti, come temperatura, peso e umidità dell’apiario.

Il team di Melixa, inoltre, ha brevettato uno speciale sensore in grado di contare le api che entrano ed escono dal'larnia. Si tratta di uno strumento fondamentale per l'apicultura, ma anche per valutare la qualità dell'ambiente circostante: i ricercatori possono osservare in tempo reale il tasso di sopravvivenza delle api una volta uscite da quest’alveare ipertecnologico, intervenendo in caso di anomalie nel tasso di mortalità degli insetti, dettate dall'inquinamento o dal diffondersi di un parassita

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Le arnie intelligenti sono dotate di gps per la geolocalizzazione e sono collegate alla rete per fornire i dati riguardante l'apiario a distanza. Un esempio di "Internet of things" che ha già convinto numerosi investitori, pubblici e privati, e ricevuto tanti premi. La startup trentina si è anche meritata una menzione d'onore durante l'evento 'Potenze italiane' ad Expo ed è pronta a commercializzare i suoi dispositivi per trasformare le arnie tradizionali in alveari 2.0. 

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