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La droga sequestrata

La droga sequestrata

Arco, smontata la catena produttiva decennale di un coltivatore di marjuana

Sono stati trovati anche appunti di lavoro con indicazioni sulle qualità delle varie sementi e degli incroci effettuati dal coltivatore che pare puntasse ad ottenere la "produzione perfetta"

Un'altra operazione antidroga si è conclusa con un arresto in Trentino, l'attivià decennale di un produttore di marjuana è stata fermata dai carabinieri di Arco e dal reparto cinofilo di Laives giovedì 10 dicembre. L’operazione è frutto di una costante osservazione del territorio, anche nelle località più impervie della Provincia. La collaborazione con l'unità cinofila ha portato a trovare un vero e proprio laboratorio produttivo sul Monte Velo, area nelle cui zone boschive già in passato sono state individuate piccole piantagioni di marijuana. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su una abitazione isolata, con un ampio appezzamento di terreno completamente recintato e sorvegliato da un cane, monitorata da tempo. Nel pomeriggio di giovedì i carabinieri hanno perquisito la zona, con l’ausilio del cane antidroga Heni che appena è arrivato davanti all'ingresso dell’abitazione, si è avventato contro la porta, segnalando inequivocabilmente al suo conduttore la presenza di stupefacenti.

arco sequestro droga Heni

All’interno dell’immobile c’era un vero e proprio deposito di droga, la cui proprietà è stata attribuita a W.P. un 33enne bolzanino, risultato detenere in tutto di oltre quattro chilogrammi di infiorescenze di marijuana, che sono stati sequestrati dai militari dell'Arma. La struttura funzionalmente organizzata pare prevedesse ai piani superiori anche un locale adibito ad essiccatoio per lo stupefacente, completando il ciclo così produttivo, dalla terra alla confezione. Sono stati trovati anche appunti di lavoro con indicazioni sulle qualità delle varie sementi e degli incroci effettuati dal coltivatore, che con un lavoro di circa 10 anni, stava puntando ad ottenere la  produzione perfetta, per enfatizzarne gli effetti e le “qualità“ incrociandone le caratteristiche genetiche. Sono stati sequestrati infatti numerosi semi catalogati e suddivisi per qualità, oltre a una modica quantità di hashish. Materiale e ingente quantità di marijuana rinvenuta, avrebbero portato gli inquirenti a ritenere che l’attività di coltivazione dello stupefacente fosse sviluppata in maniera professionale, pertanto, W.P. è stato arrestato. 

Il coltivatore è comparso davanti al giudice del tribunale di Rovereto, sabato 12 dicembre, il quale ha confermato tutta la tesi investigativa dei carabinieri e ha disposto verso W.P. la misura degli arresti domiciliari. Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e sarà inviato al laboratorio di analisi dei carabinieri di Laives per valutarne precisamente peso e capacità psicotropa, stabilendo anche il numero di dosi ricavabili. Il contrasto allo spaccio di stupefacenti, su tutto il territorio della provincia di Trento, rimane obiettivo primario dei carabinieri.

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