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Cronaca Soraga di Fassa

Aquila salvata in val di Fassa. Lndc: "Avvelenata dal piombo di proiettili"

Rosati: "Ci troviamo davanti all’ennesimo animale che poteva fare la sua vita tranquillamente ma che si è trovata a subire le conseguenze di un ‘hobby’ umano crudele e inutile"

Avvelenamento da proiettili che i cacciatori lasciati nell’ambiente o nelle carcasse degli animali feriti. È quanto accaduto al maestoso e splendido esemplare di aquila reale recuperato il 4 marzo a Soraga di Fassa, perché in grosse difficoltà e incapace più a volare.

Era stata la segnalazione di una cittadina a far sì che i carabinieri forestali intervenissero e affidassero il rapace in difficoltà al Centro Recupero Fauna Selvatica provinciale gestito dalla Lipu e dove stanno provvedendo alle cure necessarie nella speranza di riuscire a salvarla. A meno di una settimana dal recupero, Lndc ha reso noti gli esisti delle analisi.

"Le analisi effettuate hanno evidenziato un avvelenamento da piombo, un fenomeno piuttosto comune negli animali che si nutrono di carcasse di altri animali uccisi dai cacciatori e rimasti sul posto - si legge nella nota -. Può capitare infatti che un selvatico venga ferito e muoia successivamente, senza essere recuperato dal cacciatore, e i proiettili nel corpo rilasciano quantità di piombo che vanno a intossicarne le carni". 

Affidata alle cure del personale del Centro Recupero Fauna Selvatica, è ancora ricoverata e, si spera, presto sarà in remissione e potrà tornare a volare ad ali spiegate. “Speriamo che la povera aquila riesca a guarire e possa tornare a volare libera come è giusto che sia - commenta Piera Rosati - presidente Lndc Animal Protection -. In ogni caso ci troviamo davanti all’ennesimo animale che poteva fare la sua vita tranquillamente ma che si è trovata a subire le conseguenze di un ‘hobby’ umano crudele e inutile. Anche quando non colpiscono direttamente, i cacciatori infatti sono sempre responsabili di qualche danno alla fauna selvatica come dimostra l’esperienza di questo rapace. Il piombo che rimane disperso nell’ambiente o nei cadaveri delle vittime della caccia, infatti, rappresenta un vero problema ambientale di cui, chiaramente, ai cacciatori non importa. Loro sono quelli che dichiarano di amare la natura e gli animali, ma nella realtà sono soltanto capaci di uccidere e danneggiarli entrambi”.

Il fatto sul quale Lndc vuole far riflettere è che un'attività come la caccia può diventare fatale anche agli animali che non vengono direttamente colpiti dal proiettile. “La caccia è un’attività dannosa a 360 gradi: uccide animali e spesso ferisce e uccide anche esseri umani, come dimostrano i numerosi incidenti riportati continuamente, inquina l’ambiente e crea danni agli ecosistemi. Ciò nonostante, per motivi che davvero è impossibile comprendere, viene ancora tollerata e sostenuta da una certa classe politica che parla tanto di rispetto, legalità e sicurezza ma poi non fa nulla per contrastare uno ‘sport’ che può vantare soltanto crudeltà e morte. Evidentemente la lobby venatoria e quella delle armi hanno più potere del buon senso, ma Lndc continuerà sempre a lottare contro questa barbarie che nel 2022 non ha davvero più senso di esistere”, conclude Rosati.

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