Caso Aquaspace: indagati un dirigente e due funzionari della Provincia

Ipotesi di concorso in traffico illecito di rifiuti: perquisizioni negli uffici del SAVA e nelle abitazioni private

Provincia sotto indagine. Il nuovo filone del caso Aquaspace, l'impianto di trattamento rifiuti di Rovereto sotto sequestro dal 1° dicembre 2017 per un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Trento, riguarda una presunta complicità del Servizio Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali (SAVA) nel rimettere in funzione un depuratore, secondo le accuse da dimostrare in un procedimento penale ancora in corso, non sarebbe a norma per il trattamento di alcune tipologie di rifiuti.

A conclusione delle indagini sono scattate le perquisizioni di Polizia e Carabinieri del Noe negli uffici del Servizio provinciale e nelle abitazioni dei tre indagati: il dirigente del servizio ed altri due funzionari, accusati di traffico illecito di rifiuti in concorso con gli altri indagati del processo Aquaspace.

Dopo il sequestro l'APPA, Agenzia provinciale preposta al controllo ambientale, avrebbe fatto delle segnalazioni al SAVA. Segnalazioni che, spiegano gli inquirenti, sarebbero state sostanzialmente ignorate per concedere l'autorizzazione al progetto esecutivo del "nuovo" impianto. In pratica il dirigente ed i due funzionari del SAVA sono accusati di non aver imposto ad Aquaspace delle modifiche all'impianto, contenute nel nuovo progetto esecutivo. Modifiche, come detto, essenziali per poter trattare particolari tipi di rifiuti.

Nel frattempo il depuratore, con il sequestro confermato dal Tribunale del Riesame, rimane chiuso. Un anno fa l'allora assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Olivi, ricevendo gli 80 lavoratori preoccupati per il posto di lavoro, chiese di limitare il femro degli impianti al tempo strettamente necessario, e far ripartire l'attività in nome dell'occupazione. Ora su quell'ipianto si apre, invece, un altro filone d'inchiesta, che coinvolge direttamente un ufficio della Provincia. I documenti sequestrati nell'operazione scattata martedì 28 maggio saranno passati sotto la lente d'ingrandimento dalla Sezione Ambiente della Polizia Giudiziaria di Trento. 
 

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