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Segnalazione dal Trentino: multa da 900mila euro ad Apple

Secondo quanto ricostruito dagli uffici dell'Antitrust "le tre società del gruppo, Apple Sales International, Apple Italia srl e Apple Retail Italia avrebbero messo in atto due distinte pratiche commerciali scorrette"

Il Centro di ricerca e tutela dei consumatori di Trento (Crtcu) aveva segnalato la presunta prassi commerciale sleale già in data 21 luglio 2010, ovvero più di un anno fa. Si pensava che Apple non rispettasse le regole europee sulla garanzia dei prodotti. Dopo una archiviazione da parte dell’Antitrust, dovuta sostanzialmente alla limitata attività dì indagine, l'ufficio di Trento aveva ribadito il persistere della prassi commerciale sleale in giugno 2011, con una nuova segnalazione, questa volta accolta e per merito della quale sono seguite innumerevoli segnalazioni da tutta Italia e da gran parte dell’Europa che testimoniavano la prassi in uso presso i punti vendita italiani.

L’Agcom ha poi riaperto l’indagine ampliandola anche alle società COMET S.p.a. (società che svolge attività di commercio al dettaglio di computer con bilancio 2010 che presenta ricavi di c.a. 400 milioni di euro e un utile di circa 11 milioni di euro) Apple Sales International e Apple Italia srl, che opera in Italia come agente per l’attività di Apple Sales International (il bilancio della società chiuso al settembre 2010 presenta ricavi per circa 23 milioni di euro).
 
In particolare, secondo quanto ricostruito dagli uffici dell’Antitrust, riportato sul sito dell'Agcom e divulgato questo pomeriggio con un comunicato da parte del Crtcu "le tre società del gruppo, Apple Sales International, Apple Italia srl e Apple Retail Italia avrebbero messo in atto due distinte pratiche commerciali scorrette. La prima presso i propri punti vendita e/o sui siti internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti dal Codice del Consumo, ostacolando l’esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore di 1 anno.
 
Mentre la seconda riguarda le informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai mancati chiarimenti sull’esistenza della garanzia legale biennale, erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto aggiuntivo quando la ‘copertura’ del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice del consumo".
 
Le sanzioni sono pari a 400mila euro per la prima pratica e 500mila per la seconda pratica. Per la prima pratica, l’Autorità ha infatti tenuto conto delle modifiche adottate dalle società del gruppo nel corso del procedimento, in grado di garantire una migliore informazione ai consumatori, riducendo così il massimo edittale di 500mila che è stato invece applicato per la seconda pratica.
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