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Vermiglio, annega un gatto perché infastidito dalle deiezioni. L'associazione Animalisti italiani si costituirà parte civile

Non si ferma l'ondata di idignazione verso quanto accaduto nel Trentino a inizio a gennaio, organizzata anche una petizione per chiedere pene più severe per chi abbandona, maltratta e uccide gli animali

In pochissime ore la notizia dell'uomo che ha catturato e annegato un gatto a Vermiglio, perché infastidito dalle deiezioni trovate vicino al suo maso, ha fatto il giro d'Italia e nel pomeriggio di venerdì 8 gennaio gli animalisti si sono scagliati contro questa azione ritenuta «macabra e folle». Non è un caso che la violenza scateni l'indignazione delle persone. Grazie al web, poi, certe notizie diventano virali e diventano spunto di riflessione. Così è avvenuto anche con il fatto di cronaca che ha visto l'uccisione di un gatto ad opera del vicino del proprietario. 

«Questa azione macabra» afferma Riccardo Manca, vicepresidente degli Animalisti Italiani «folle e perversa, avvenuta a Vermiglio, un paesino in provincia di Trento, evidenzia ancora una volta l’inaudita e gratuita violenza a cui vengono sottoposti gli animali; tornano alla mente le uccisioni seriali di gatti avvenute nel comune francese di Lavaur, dove un uomo di 80 anni li annegava allo stesso modo, perché gli sembrava normale sterminare i felini che lo infastidivano poiché entravano nel suo terreno».

Sono forti le parole di Manca, non si risparmiano per il gesto pepetrato dall'uomo di Vermiglio. «È proprio questa reiterata ‘normalità’ nel sottovalutare la vita di qualcuno solo perché possiede sembianze diverse dalle nostre che deve spaventarci» prosegue Manca. «La mancanza di rispetto verso i più deboli è l’origine di tutti i mali del mondo; ed è nondimeno raccapricciante che la politica e le istituzioni tutte restino totalmente indifferenti a un improcrastinabile e più che mai necessario inasprimento delle pene per chi si macchia di simili crimini. Reati sempre più crudeli e sempre più frequenti; un “allarme sociale” come dimostrato da un’ampia letteratura scientifica oltre che un oltraggio nei confronti della vita, il dono più prezioso che esista al mondo».

Inoltre, dall'associazione Animalisti italiani ricordano che il reato contestato all'uomo di Vermiglio è punibile con la reclusione da quattro mesi a due anni e fanno sapere che si costituirà parte civile nel processo.«Nel frattempo» concludono gli animalisti «ogni cittadino italiano può aiutarci firmando la petizione presente sul sito www.animalisti.it per chiedere pene più severe per chi abbandona, maltratta e uccide gli animali».

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