Scontro

Mocavero non può parlare di Enrico Rizzi né avvicinarsi a lui: senza fine la faida fra gli animalisti

Arriva dal Gip un'ordinanza che impone al leader di "Centopercentoanimalisti" il divieto di avvicinamento nei confronti dell'influencer animalista Enrico Rizzi. Ma Mocavero si difende: "Parlerò solo dopo l'interrogatorio di garanzia"

Il leader dell’associazione Centopercentoanimalisti Paolo Mocavero dovrà restare a distanza di sicurezza da Enrico Rizzi, ex capo della segreteria nazionale del Partito animalista europeo e influencer per i diritti degli animali. È quanto deciso dalla Gip di Roma Simona Calegari dopo la querela per stalking, presentata mesi fa proprio da Rizzi nei confronti di Mocavero. Nell’ordinanza, prodotta dal giudice lo scorso 19 giugno 2024, si legge come, nei confronti di Paolo Mocavero, si applica "la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa Rizzi Enrico, ai luoghi solitamente frequentati dal predetto, nonché di comunicazione con qualsiasi mezzo con il medesimo e mantenendo comunque una distanza cautelativa di metri 500 dai predetti luoghi e persone con l’applicazione dei particolari dispositivi di controllo (così detto braccialetto elettronico)". Paolo Mocavero, raggiunto al telefono, si è limitato a dire che rigetta le accuse e ha precisato: "Parlerò solo dopo l'interrogatorio di garanzia". 

Scoppia la faida fra i gruppi animalisti: insulti e intimidazioni sui social

Faida nel mondo animalista

Per il Gip dunque Mocavero non dovrà avvicinarsi in nessun modo a Enrico Rizzi. Non solo, non potrà rivolgersi all’influencer attraverso alcun canale di comunicazione, compresi i social network. È infatti proprio da lì che, negli ultimi mesi, sarebbero partiti diversi attacchi verso Rizzi da parte di Mocavero, in particolare dalle pagine Facebook di "Centopercentoanimalisti" e "Fratellanza Centopercentoanimalisti". Dunque non si placano le faide interne, che continuano a logorare il mondo animalista a livello nazionale. Anzi si rinfocola lo scontro che, già lo scorso settembre, nel pieno della polemica sulla gestione degli orsi in Trentino e subito dopo l’uccisione dell’orsa Amarena in Abruzzo, aveva spaccato in due il fronte animalista.

La reazione di Enrico Rizzi

A rendere noto il tutto è stato proprio lo stesso Enrico Rizzi che, attraverso i suoi canali social, ha pubblicato un post in cui scrive: "Questa valanga quotidiana di insulti ha creato uno stato di ansia e anche depressione nei miei familiari, con gravi conseguenze personali, e per questo ho presentato una dettagliata denuncia nei confronti di Mocavero chiedendo alla Procura di Roma che si adottasse a tutela mia e della mia famiglia una misura cautelare. Finalmente questa mattina mi è stato notificato il provvedimento, ed il sig. Paolo Mocavero non potrà finalmente più avere la libertà di rovinare la mia vita. Leggo post sulla pagina a lui ricollegabile che ancora una volta si vergogna di dire la verità: altro che pausa di riflessione, non potrà più scrivere insulti nei miei confronti perché è la Magistratura che glielo impone, con tanto di braccialetto elettronico. Per me questo significa giustizia, e ridare un briciolo di serenità dopo lunghi mesi di sofferenze".

Post social di Enrico Rizzi contro Paolo Mocavero

Le accuse a Paolo Mocavero

La decisione della Gip romana arriva dopo una serie di considerazioni. In particolare la toga fa riferimento a dei post social e messaggi pubblicati nei quali l’animalista padovano parlava del "collega" Rizzi, definito "stellino"; "pupo siciliano" ma anche "infame" e chiamato "Wanno Marchi dell’animalismo". In uno dei suoi scritti, Mocavero parla di Rizzi come di un "filo nazista". E ancora: "Questo signore non è un animalista, ha solo trovato un modo per campare sulle spalle dei cogl….Gli animalisti seri lo schifano". Non solo perché, secondo le indagini della magistratura, Mocavero ha anche tirato in ballo i familiari di Rizzi, continuando a insultarlo in diversi modi e arrivando a dire che "Rizzi deve essere fermato, questo infame travestito da animalista è pieno di debiti e ha una sede farlocca a Roma per gestire le sue truffe". Parole pesanti che si sono susseguite nel 2023 e che alla fine hanno portato Rizzi a sporgere querela. E oggi, nell’ambito dell’indagine avviata con la denuncia di Rizzi, è arrivata la misura cautelare per il leader di Centopercentoanimalisti.

Una nuova tegola per Paolo Mocavero, già condannato lo scorso novembre per aver diffamato il campione e Pallone d'Oro Roberto Baggio perché cacciatore. Al calciatore Mocavero, fra i vari epiteti, aveva anche augurato il peggio dichiarando che "l’unico cacciatore buono è quello morto. Mi auguro la morte di ogni cacciatore, anzi brindo ogni volta che qualcuno muore".

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