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Approvata la legge sulla pet therapy e responsabilità dei padroni

Il Consiglio provinciale ha approvato con 19 voti favorevoli (su 32 presenti) il testo unico in materia di protezione degli animali da affezione e prevenzione del randagismo, al termine di una discussione accesa

Il Consiglio provinciale ha approvato con 19 voti favorevoli (su 32 presenti) il testo unico in materia di protezione degli animali da affezione e prevenzione del randagismo, al termine di una discussione iniziata già nella mattina, che ha fatto emergere posizioni radicali delle minoranze su una proposta definita “imbarazzante”. Nella prima parte del pomeriggio si è conclusa la discussione generale e poi sono state avviate le procedure di voto, alle quali le minoranze non hanno preso parte. Walter Viola (PdL), Giuseppe Filippin (Lega), Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) e Claudio Eccher (Civica per Divina), a nome del propri gruppi di appartenenza hanno preannunciato la non partecipazione al voto su questa proposta di legge, pur restando in aula. Polemiche sono state sollevate dalla Lega per una proposta - ha detto la consigliera Penasa - di "una banalità assoluta".

Tra le novità introdotte, ci sono - oltre al riconoscimento della pet teraphy - anche una serie di doveri (fino ad oggi lasciati al buonsenso) per i responsabili di un animale "d'affezione", come lo definisce il testo approvato in aula. Ad esempio il proprietario di un animale deve: rifornirlo di cibo e acqua in quantità sufficiente; assicurargli le necessarie cure sanitarie anche attraverso l'adesione a piani di prevenzione individuati con deliberazione della Giunta provinciale; garantire l'igiene e l'adeguatezza degli spazi di dimora; in caso di trasporto, assicurare un trattamento adeguato e comunque tale da non arrecargli danni o sofferenze nel corso del viaggio; adottare ogni possibile precauzione per impedirne la fuga; garantire la tutela di terzi da aggressioni.  

Il responsabile della detenzione di un cane deve inoltre evitare, se possibile, di tenerlo legato alla catena. In caso contrario la catena deve avere un'adeguata lunghezza e, se possibile, deve esserne assicurato lo scorrimento. E' vietata la detenzione di animali a chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato per uno dei delitti contro il sentimento per gli animali (libro II del codice penale).

Ancora: chiunque rinviene animali feriti o vaganti che hanno bisogno di soccorso deve darne segnalazione al servizio veterinario pubblico o alla polizia locale, la quale attiva gli eventuali altri soggetti interessati. Nel caso di animali feriti o vaganti che costituiscono pericolo per la pubblica incolumità sono allertate le strutture operative della protezione civile della Provincia.  Per saperne di più clicca qui.
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