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Cromo e piombo lungo il Moggio: due verità sull'analisi delle scorie

Borgo: Piombo, Bario e Cromo esavalente, sostanze potenzialmente pericolose in quantità oltre i limiti secondo il Corpo forestale dello Stato e l'Appa. Nessun rischio, invece, dice uno studio commissionato dal Comune

Piombo, Bario e Cromo esavalente: sostanze potenzialmente pericolose in quantità oltre i limiti consentiti da un decreto ministeriale del 2006. Lo dicono gli esami condotti in contraddittorio dal Corpo forestale dello Stato e dall'Appa sul corso del torrente Moggio a Borgo Valsugana. Analisi in possesso del comitato ValsuganAttiva, che chiede chiarezza. Ma la campagna di campionamenti e analisi commissionati dal Comune di Borgo allo studio Iser srl di Besenello dicono l'opposto: i limiti sono rispettati.

Come le cronache degli ultimi anni ci hanno abituato, quando si parla di inquinamento in Valsugana pare che ci siano sempre (almeno) due verità: quella delle istituzioni, che tendono a minimizzare eventuali rischi per ambiente e salute andandoci con i piedi di piombo (è il caso di dirlo) per non allarmare, magari inutilmente, la popolazione. E quella dei comitati cittadini, determinati - visto che in zona ci vivono e ci coltivano la terra - a capire se ci sono rischi per la loro salute e per l'ambiente.
 
L'area interessata dai campionamenti di terreno successivamente analizzati si trova lungo il Moggio, a Olle, nella zona compresa tra la vecchia discarica di Prae e l'argine destro del torrente. Vi si sta realizzando la posa di una condotta di alimentazione per la centralina che produce energia elettrica più a valle, pompando l'acqua dentro le turbine. I lavori, però, sono stati bloccati dal Comune di Borgo Valsugana, che a maggio ha emesso un'ordinanza di sospensione perché scavando sono saltati fuori materiali dai colori e dalla consistenza sospetti. Scorie industriali per le quali era stato regolarmente utilizzato il deposito negli anni Ottanta, quando le norme erano meno restrittive, ma sotterrate a pochi passi da un corso d'acqua.
 
Le segnalazioni, prima dell'ordinanza comunale che ha bloccato i lavori, sono state diverse: quella dell'impresa che si occupa del movimento terra sul cantiere, la Boccher srl, quella della società committente dell'opera e quella di Walter Tomio, operatore ambientale del Wwf e responsabile del comitato ValsuganAttiva. Quest'ultimo, in particolare, aveva presentato una denuncia alla forestale provinciale di Borgo Valsugana chiedendo di chiarire eventuali pericolosità del materiale emerso dagli scavi che lui stesso aveva fotografato durante una passeggiata.
 
 
L’associazione ValsuganAttiva, che ha ottenuto i dati del Corpo Forestale e dell'Appa, ha inviato una relazione al Comune di Borgo mettendoli a confronto con quelli del documento prodotto da Iser su incarico del Comune. Il testo è stato curato con la collaborazione del geochimico PierGiorgio Iobstraibizer. "Dal Comune vorremmo ora delle risposte chiare", commenta Walter Tomio.
 
I prelievi di terra ed i carotaggi sarebbero stati eseguiti con metodologie e strumenti diversi. Il Corpo forestale dello Stato e i tecnici dell'Agenzia provinciale per la protezione ambientale hanno prelevato il materiale dagli scavi seguendo un metodo basato sul cromatismo (cioè campionando in base al colore). Nell'altro caso sarebbero invece state prelevate porzioni di trincea macinando il terreno.  La metodologia dell'analisi ,invece, è stata sostanzialmente la stessa: un test di cessione per valutare la quantità di sostanze potenzialmente pericolose in base alla loro capacità di rilascio nell'acqua. E questo è abbastanza ovvio: tanto la concentrazione di sostanza pericolosa è elevata dentro un litro d'acqua, più aumentano i rischi per la salute di chi, magari, la beve. I risultati, alla fine, sono discordanti: basta dare un'occhiata alla tabella.
 
 
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Va sottolineato però che anche Iser srl aveva individuato e riportato alcuni "picchi": ad esempio per il cromo totale (130), per quello esavalente (151), per il bario (2920) e per il piombo (72). Ma le conclusioni sono che "non si evidenzia alcuna contaminazione del terreno naturale giacente al di sotto della discarica". Inoltre "non si evidenzia alcuna contaminazione per l'acqua di falda" e "l'analisi come campione medio del materiale deposto in discarica lo classifica come RIFIUTO NON PERICOLOSO". Le scorie ci sono, però, dicono le analisi di Iser, sono assimilabili a "rifiuto inerte" e non ci sono superamenti "in cessione dei valori di riferimento di normativa per il recupero dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate". Non ci sono quindi rischi per l'ambiente e la salute, stando alle analisi in mano al Comune di Borgo. Le conclusioni del Corpo Forestale dello Stato e dell'Appa, però, dicono altro: cromo totale 965 (limite 50), cromo esavalente 1120 (limite 5), piombo: 2440 (limite 50). 
 
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