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Scuola, studenti con disabilità: educatori al posto dei docenti

Si evidenziano casi di alunni che sarebbero impropriamente seguiti a scuola soprattutto da personale non docente: si tratta non di insegnanti ma di operatori che lavorano nella scuola in forma indiretta

Nonostante la normativa provinciale riferisca con precisione compiti, doveri e obblighi in tema di integrazione scolastica di alunni con disabilità accertate, sono numerose le segnalazioni pervenute da più famiglie residenti in Trentino che denunciano situazioni di criticità. In particolare si evidenziano casi di alunni - per i quali la condizione di "disabilità" è stata regolarmente accertata e attestata secondo le procedure stabilite - che sarebbero impropriamente seguiti a scuola soprattutto da personale non docente (mentre al personale docente sono attribuite poche ore). Si tratta non di insegnanti ma di operatori che lavorano nella scuola in forma indiretta, alle dipendenze di enti convenzionati o della stessa Provincia, con la qualifica di "assistente educatore" o "facilitatore all'autonomia e alla comunicazione". Non è raro, quindi, che nella scuola trentina gli assistenti educatori o facilitatori svolgano attività che, contrattualmente, competono alla figura docente (ad esempio, la programmazione, la compilazione dei documenti, la didattica, la valutazione degli alunni, le attività effettuate fuori dall'aula con l'alunno con disabilità). Si registrano inoltre casi in cui il personale educativo viene utilizzato in sostituzione del personale docente specializzato.

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