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Scuola, sindacati divisi sull'albo degli insegnanti

Si è svolto l'incontro tra parti sociali della scuola e assessorato all'istruzione: sul piatto l'albo dei docenti, il sistema di reclutamento e l'incertezza per circa 1500 precari già iscritti alle graduatorie

Si è tenuto ieri l’attesissimo incontro con l’amministrazione (al gran completo: l’assessore Dalmaso, il dirigente generale Marco Tomasi, i vari dirigenti di servizio) sul problema del reclutamento degli insegnanti. L’assessore ha illustrato gli obiettivi sottostanti alla revisione delle regole sul reclutamento: qualità dell’insegnamento, accesso ai giovani, procedure concorsuali, continuità didattica agli studenti. Dopo l'illustrazione della proposta da parte dei tecnici dell'amministrazione provinciale e le prime richieste di chiarimento da parte dei sindacati, il confronto è stato aggiornato alle prossime settimane quando si inizierà un'analisi puntuale dei diversi aspetti della riforma che compongono il nuovo sistema di reclutamento. 

Il tutto sarebbe perseguito attraverso la costruzione dell’albo provinciale degli insegnanti: gli insegnanti abilitati potranno entrare previo superamento di un test logico-attitudinale. L’eventuale iscrizione prevede automaticamente l’esclusione delle graduatorie in altre regioni. L’Albo viene aggiornato ogni due anni per i neo abilitati e ogni quattro per quelli abilitati prima del 2011. Al concorso provinciale possono accedere SOLO coloro che fanno parte dell’Albo: sarà articolato in una prova scritta e un colloquio orale. L’anno di prova viene trasformato in un attento percorso valutativo al fine di confermare o meno il contratto a tempo indeterminato. Naturalmente a tutto questo si accompagnerà la lenta e inesorabile scomparsa della GPT (Graduatoria Provinciale per Titoli). Infine, per quanto riguarda i contratti a tempo determinato, la selezione avverrà utilizzando tre fasce: solo nell’ultima troverà capienza chi non è nell’albo provinciale degli insegnanti.
 
Diverse le posizioni dei sindacati. Pubblichiamo di seguito le dichiarazioni dei segretari del comparto scuola di Cgil, Cisl e Uil. "
Siamo contenti – afferma Antonietta Pellegrino della Cisl Scuola - che nella bozza non ci sia accenno all’assunzione diretta, né ad altro che possa ledere i diritti dei docenti. Restano tuttavia delle perplessità".
 
"Il progetto della Provincia – spiega invece Gloria Bertoldi, segretaria generale della Flc Cgil del Trentino – non è compiuto, ma è strutturato su indirizzi precisi, in primo luogo sulla volontà di attivare, unici in Italia, nuovi concorsi. Ricordo che l'ultimo concorso per gli insegnanti risale al 1999. Che la proposta sia ancora in fase di bozza è un bene perché ci permette una discussione nel merito più condivisa e aperta alle proposte delle organizzazioni sindacali. Il metodo quindi è positivo". 
 
Sul versante delle controproposte di parte sindacale, la Flc Cgil non ha perso tempo chiedendo all'assessore Dalmaso, in via preliminare, un impegno concreto a garanzia degli insegnanti iscritti oggi nelle liste della graduatoria permanente per titoli, da cui ogni anno, in base a specifici punteggi, la Provincia pesca i docenti da immettere in ruolo a copertura delle cattedre vacanti, oltre che quelli cui assegnare gli incarichi annuali a tempo determinato. 
 
"Moltissimi dei 1.500 insegnanti attualmente inseriti nella graduatoria permanente – spiega infatti Bertoldi – hanno più di 10 anni di anzianità lavorativa. Anche loro hanno garantito negli anni e garantiscono tutt'ora il buon funzionamento e la qualità della scuola trentina. Per questo abbiamo chiesto che la graduatoria venga blindata e che agli insegnanti precari in essa inseriti si offra un meccanismo di stabilizzazione tale da armonizzarsi progressivamente con il nuovo sistema di reclutamento". 
 
La Uil scuola, infine, ha portato al tavolo tutta la sua contrarietà, nei metodi e nel merito della proposta. Il sindacato guidato da Pietro Di Fiore denuncia "Meccanismi provinciali propri di reclutamento, costruiti anche a seguito di un malinteso concetto di federalismo che trasformerebbe l’autonomia provinciale da soluzione istituzionale a ideologia, di fatto vengono a porre la scuola in Trentino al di fuori di un contesto nazionale. Ne va della qualità della scuola, a forte rischio la mobilità di studenti e di insegnanti: la mobilità del pensiero e delle idee. Se esteso poi a modello di una scuola locale “regionale”, a breve potremmo trovarci davanti ad una ingegneria istituzionale scolastica declinata per cluster ideologici. E che dire poi della validità legale dei titoli di studio?". Ci sono poi molti dubbi sull'Albo dei docenti: "Se finalizzato ad una riduzione dei partecipanti alle procedure concorsuali, si potrebbe costruire nel bando di concorso un primo step legato al calcolo dei titoli attivando così una “meccanica scrematura” dei futuri canditati. Ragionevole dubbio si può sollevare sul fatto che una non meglio precisata prova logico-attitudinale possa servire esclusivamente a decidere prima chi potrà accedere ai meccanismi del nuovo regolamento. Insomma La Provincia decide chi può giocare la partita, su quale campo, con quali regole....
 
La Uil scuola, quindi, "rinnova tutto il proprio sostegno e l’impegno a difesa di una Scuola che sia Pubblica (di tutti e per tutti) e Laica, ché iscritta in un quadro nazionale. E quindi a difesa di tutti i colleghi precari che, grazie alle proprie competenze (fatte di titoli di studio, abilitazioni, servizio effettuato), hanno permesso alla Scuola in Trentino di essere servizio di qualità. Al rientro dalla sospensione delle attività didattiche, la nostra Segreteria appronterà un programma di Assemblee sindacali di zona su tutto il territorio provinciale. L’amministrazione Provinciale dovrà apporre i dovuti, necessari, correttivi".
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