Albero di caco sopravvissuto a Nagasaki piantato al parco del Salè

Trecento bambini delle elementari Nicolodi e degli asili Crosina Sartori e Clarina di Trento hanno riempito questa mattina il parco del Salè nell'ambito delle iniziative di riqualificazione del parco

Trecento bambini delle elementari Nicolodi e degli asili Crosina Sartori e Clarina di Trento hanno riempito questa mattina il parco del Salè nell'ambito delle iniziative di riqualificazione del parco, dedicato ad Alexander Langer, promosse dall'associazione Finisterrae Teatri. I bambini hanno portato striscioni colorati e disegni sul tema della pace e portato fiori realizzati con la lana prodotta dai laboratori Anfass di Trento. Fiori che sono stati messi all'interno di un'aiuola molto particolare. Al suo interno, infatti, è stato piantato un alberello di caco. Il motivo? Il 9 agosto 1945 Nagasaki, in Giappone, veniva bombardata con ordigni atomici. Sembrava che qualsiasi creatura vivente fosse morta, invece, sotto le macerie, sono sopravvissuti alcuni alberi e, tra questi, un albero di cachi.

Questo albero si era molto indebolito, ma è ritornato in buona salute dopo essere stato curato da un medico di alberi del posto, il botanico Masayuki Ebinuma, il quale trovò che la forza di questa pianta non era altro che un potente messaggio di pace da divulgare in tutto il mondo in modo da ricordare a tutti l’inutilità di qualsiasi guerra e, dal frutto cresciuto dell’albero di cachi faticosamente sopravvissuto alla bomba atomica caduta su Nagasaki, prelevò alcuni semi, e nel 1994 riuscì così a far nascere nuove “pianticelle di cachi della seconda generazione”. Poi cominciò ad affidare le pianticelle ai bambini che visitavano il museo del bombardamento atomico, chiedendo loro di farle crescere perché diventassero simboli di pace.

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