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Adams Suleimani, a sinistra la vittima Agitu Ideo Gudeta

Adams Suleimani, a sinistra la vittima Agitu Ideo Gudeta

Agitu uccisa e violentata mentre era agonizzante: l'aggressore trovato in una stalla

Il femminicidio è avvenuto alle 8 del mattino, le ricerche sono scattate alle 18 con la telefonata da parte dei vicini

Agitu uccisa e violentata mentre era ancora agonizzante. Adams Suleimani, il 32enne ghanese dipendente dell'azienda agricola "La capra felice" ha confessato tutto ai carabinieri. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l'omicidio è avvenuto nel mattino di martedì 29 dicembre, tra le 8 e le 9. Un litigio dovuto, ha raccontato l'aggressore, al mancato pagamento di uno stipendio: Suleimani era stato richiamato dalla titolare a lavorare in Val dei Mocheni due mesi fa, ma aveva ricevuto solamente una mensilità. Il diverbio è sfociato in una feroce aggressione: l'uomo ha impugnato un martello colpendo ripetutamente alla testa. 

Trovata morta dai vicini

Il femminicidio si è consumato al piano superiore di Maso Villalta. Il corpo della vittima è stato trovato in camera da letto, spogliato dei pantaloni e degli indumenti intimi. Il reo confesso ha infatti ammesso di aver tentato di violentarla sessualmente, mentre era a terra agonizzante. Poi è fuggito: la notizia del ritrovamento del cadavere si è diffusa solamente a partire dalle 18 quando i vicini sono riusciti ad entrare da un ingresso secondario trovandosi di fronte alla drammatica scena del delitto. A loro volta erano stati contattati da un'amica di Agitu che avrebbe dovuto incontrarsi con lei nella mattinata.

L'aggressore nascosto in una stalla

Dopo la telefonata al 112 è scattato l'intervento dei carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana. La prima persona da sentire era il dipendente, introvabile. Per tutta la giornata, infatti, è rimasto nascosto in una stalla appartenente all'azienda agricola, ma distante qualche chilometro dall'abitazione. Nella fuga aveva anche tentato di occultare l'arma del delitto, ritrovata in cantina. I militari hanno dato il via alle ricerche in tutta la zona arrivando a scovarlo nella stalla attorno alle 22. Appariva sconvolto, dicono, ma non in stato confusionale. Lucido, tanto lucido da confessare tutto nel corso della notte.

I due avevano già lavorato insieme

Suleimani aveva già lavorato con Agitu qualche anno fa all'interno dell'innovativa attività di recupero dei terreni incolti e della capra di razza mochena che è stata per dieci anni "La capra felice". Mai uno screzio, spiegano gli inquirenti, tant'è che era stata la stessa pastora a richiamarlo due mesi fa a collaborare. Nella caserma di Borgo Valsugana l'arrestato ha ammesso le proprie responsabilità. Nelle ricostruzioni il movente economico si sovrappone a quello sessuale ed ora la vicenda sarà meglio ricostruita in sede giudiziaria. Il reo confesso è stato trasferito al carcere di Spini. La notizia, nel frattempo, ha sconvolto la comunità trentina. 

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