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Agitu, barbaramente uccisa: tantissimi in corteo per ricordarla

Coda di persone dal negozio di formaggi bio in piazza Venezia fino al fondo di via Galilei. L'affetto dei trentini dopo la sconvolgente notizia del femminicidio in Val dei Mocheni

La coda si snoda lungo piazza Venezia, dove al civico 12 Agitu Ideo Gudeta aveva aperto nel maggio scorso il suo negozio, fino al fondo di via Galilei. Sono tantissimi i trentini che hanno voluto ricordare la pastora della Val dei Mocheni, simbolo di integrazione e di tanto altro, uccisa da un suo dipendente martedì 29 dicembre.

La manifestazione spontanea è nata nel pomeriggio di mercoledì 30 dicembre, grazie al tam tam sui social network. Alle 17 le persone hanno iniziato a radunarsi in piazza Santa Maria Maggiore, dove Aghi, com'era conosciuta, era presente ogni giovedì con una bancarella all'interno del Mercato dell'Economia Solidale.

La fila lungo piazza Venezia e le vie del centro

Il corteo ha percorso in silenzio le vie del centro storico, scortato dalle forze dell'ordine. Quando le persone sono arrivate di fronte alla porta del negozio hanno lasciato a terra le candele accese e deposto fiori e messaggi in omaggio ad una donna che aveva saputo conquistare l'affetto di tanti.

Cittadini di ogni età, famiglie, tante donne, alcuni pastori scesi dalla Val dei Mocheni, dove Agitu dieci anni fa aveva trovato casa al suo progetto, "La capra felice", un'impresa di allevamento delle capre di razza mochena e produzione di formaggi biologici premiati anche da Slow Food e Legambiente.

E' lì, a Maso Villalta nel comune di Frassilongo, che il dramma si è consumato nella giornata di martedì 29 dicembre. Adams Suleimani, il collaboratore ghanese 32enne che viveva con lei l'ha uccisa colpendola con un martello per poi tentare di violentarla quand'era già agonizzante. I carabinieri lo hanno trovato a tarda sera, nascosto in una stalla. Nell'interrogatorio ha confessato tutto.

La notizia ha scosso il Trentino e l'Italia. Come detto Agitu era un simbolo in tanti sensi: donna, rifugiata, imprenditrice, laureata ma custode di una tradizione antica, in simbiosi con la terra e le sue risorse. Una storia di riscatto sociale, di impresa sostenibile, di tenacia di fronte ai tanti ostacoli, finita purtroppo con un dramma all'apparenza imprevedibile.

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