Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca Vezzano

L'aggressore era a Ranzo da poco e "non stava bene". L'intera comunità vicina alla vittima e alla sua famiglia

Si tratta di un quarantenne, spostatosi a Ranzo giovedì 3 giugno, ma era sul territorio trentino da molti anni

Passano le ore dalla tremenda aggressione di Ranzo, frazione di Vallelaghi, del mattino di lunedì7 giugno e iniziano a disegnarsi dei confini più precisi su tutta la vicenda e sulle persone che gravitano intorno alla situazione. Fortunatamente la donna che è stata ferita con un'arma da taglio, la volontaria della parrocchia Luciana Rigotti, non è in pericolo di vita. L'uomo è attualmente ricercato dai carabinieri con un ingente impiego di forze.

Si tratta di un quarantenne, spostatosi a Ranzo giovedì 3 giugno, ma era sul territorio trentino da molti anni. È una persona con problemi di tossicodipendenza, ma che stava partecipando a un programma di reinserimento e riabilitazione legato alla parrocchia. Come riporta Ansa, l'uomo lavorava nell'azienda agricola di Ferruccio Margoni a Vezzano, paese poco distante, ed era seguito dai volontari della Caritas.

«La cosa fondamentale è che la volontaria non sia in pericolo di vita» afferma il sindaco di Vallelaghi, Lorenzo Miori. «L'uomo era ospite nella parrocchia di Ranzo, la volontaria questa mattina lo stava accompagnando da Ranzo a valle. È questo un episodio brutto, spiacevole che spero non marchi tutto il contesto fatto di volontariato e resti un episodio isolato. Ci pensavamo immuni da eventi di questo genere». 

Dopo poco dall'aggressione, inoltre, è stato richiesto un altro intervento in canonica, è arrivata una segnalazione per un incendio. Il pericolo, però, si è poi rivelato di lievissima entità, poiché delimitato solamente al materasso e la situazione è stata riportata alla normalità in brevissimo tempo. 

Intanto, l’arcivescovo Lauro ha fatto sapere che sarà presente a Ranzo, nella serata di martedì 8 giugno, per presiedere la S. Messa nella chiesa parrocchiale alle ore 20. Monsignor Tisi intende così esprimere la vicinanza propria e della Diocesi alla comunità particolarmente scossa da quanto accaduto alla volontaria della Caritas locale. «Preghiamo perché Luciana possa riprendersi» afferma. «Sento di doverla ringraziare per la sua testimonianza di accoglienza, nella gratuità. So che in cuor suo ha già perdonato chi, in preda a un evidente disagio pregresso, ha alzato le mani contro di lei. Pregheremo anche per lui».

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