Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Vezzano

La doppia aggressione di Ranzo: l'incubo della volontaria e le operazioni che hanno portato all'arresto di Adama Nonka

Inizialmente c'è stata, sulla localizzazione dell'uomo, qualche imprecisione a causa di alias che lo stesso avrebbe fornito molti anni prima, quando era arrivato sul territorio italiano, in maniera non regolare. È noto alle forze dell'ordine che durante gli sbarchi irregolari vengano fornite false generalità, che vengono poi smascherate nelle varie attività di indagine. Nonka è arrivato in Italia nel 2011, in Trentino per l'esattezza nel 2016 e a Ranzo il giovedì precedente all'aggressione

È ancora ricoverata in ospedale a Trento, fortunatamente non in pericolo di vita, Luciana Rigotti, la volontaria della Caritas aggredita e colpita con un fendente appuntito più volte e in due riprese a Ranzo, frazione di Vallelaghi, lunedì 7 giungo, da Adama Nonka. L'uomo, classe 1981 della Costa d'Avorio, è stato arrestato in "quasi" flagranza di reato, perché le ricerche per trovarlo non si sono fermate durante la giornata. Ora si trova in carcere a Spini di Gardolo accusato di tentato omicidio e lesioni aggravate. A ricostruire e raccontare quanto avvenuto lunedì sono stati il comandante del Reparto Operativo Tenente Colonnello Michele Capurso e il Tenente Antonio Arcella, nuovo comandante del Norm, durante la conferenza stampa di martedì 8 giugno. 

Una duplice aggressione

Nonka era ospite della canonica di Ranzo da pochi giorni, da un paio lavorava nell'azienda agricola di Ferruccio Margoni a Vezzano, paese poco distante, ed era seguito dai volontari della Caritas. Lunedì mattina la volontaria era andata a prenderlo e lo stava accompagnando in auto perché l'uomo avrebbe avuto alcune visite mediche programmate. L'uomo si trovava sul sedile posteriore dell'auto, quasi sicuramente per rispetto delle regole anti-contagio da coronavirus quando si viaggia con persone non conviventi, quando ha aggredito la donna.  

Erano circa le 7.20 e i due stavano viaggiano sull'auto della volontaria sulla strada provinciale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Nonka avrebbe prima bloccato da dietro con il braccio sinistro la donna e poi l'avrebbe colpita con un oggetto appuntino tenuto con la mano destra. Probabilmente impuganva una forbice, ma l'arma non è ancora stata trovata. «Se fosse stato un coltello» ha sottolineato il tenente Arcella «probabilmente la donna sarebbe morta» visti i colpi sferrati dall'uomo. La donna sarebbe riuscita a sottrarsi dalla furia di Nonka e a fuggire in un primo momento ma, a causa delle ferite, si sarebbe accasciata a terra. Qui, Nonka, l'avrebbe raggiunta e avrebbe ripreso nuovamente a colpire la donna che, trovata la forza per rialzarsi, è scappata all'interno dell'auto, l'ha messa in moto ed è ripartita. 

L'uomo si sarebbe allora aggrappato con tutta la sua forza al finestrino, trascinato per qualche metro procurandosi abrasioni alle ginocchia, alle braccia e strappandosi i jeans, per poi staccarsi. La volontaria si sarebbe fermata dopo un po', avrebbe attirato l'attenzione di un autista di un autobus di linea che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Caricata in elicottero, è stata trasportata all'ospedale Santa Chiara di Trento per le dovute cure. 

La caccia all'uomo

Per ovvi motivi, la donna era in stato confusionale quando è stata soccorsa, ma sarebbe riuscita a dare alle forze dell'ordine i primi dettagli fondamentali alla ricerca di Nonka, fuggito stando attento a non attraversare la strada, costantemente sorvegliata dalle forze dell'ordine e da tutte le persone intervenute nelle ricerche. La pattuglia del Norm di Trento (UnoSette) che avrebbe dovuto staccare il turno, ha deciso di supportare i colleghi nelle operazioni, arrivando a coprire quasi un doppio turno. Le forze impiegate in questa attività erano davvero molte. 

I militari sono andati subito in canonica, per vedere se per caso l'uomo non fosse tornato indietro. Qui hanno trovato la porta della camera dove dormiva chiusa a chiave e l'hanno sfondata. Un intervento rivelatosi provvidenziale, visto che quando i carabinieri hanno aperto la porta, sono stati investiti da una coltre di fumo a causa di un incendio in atto. Non essendo state riconosciute cause accidentali, gli investigatori hanno ipotizzato che fosse stato appiccato. L'uomo è indagato anche per questo avvenimento. 

Nel frattempo, le forze si sono mosse sul territorio, la zona verso la quale l'uomo è scappato, pare con intento di sottrarsi all'arresto, è molto estesa e impegnativa da battere. È stato avvistato dopo le 16.20 da un volontario dei vigili del fuoco di Calavino, il quale ha allertato le pattuglie che si stavano muovendo sulla strada nella zona sottostante ai filari dove Nonka stava camminando. Alla vista dei militari, l'uomo ha provato a scappare, ma una volta raggiunto dai quattro carabinieri, non ha opposto resistenza. All'arrivo in caserma a Trento, Nonka è stato fotografato dai carabinieri ed è stato richiesto l'intervento dei soccorsi per le ferite che si era procurato nel momento in cui si era aggrappato all'auto. 

Durante le ricerche sono stati ritrovati abbandonati il telefono, del quale si sarebbe sbarazzato subito, le chiavi della canonica e un accendino. L'arma con la quale è stata colpita la donna non è ancora stata trovata, ma la stanno cercando.  

Adama Nonka

Inizialmente c'è stata, sulla localizzazione dell'uomo, qualche imprecisione a causa di alias che lo stesso avrebbe fornito molti anni prima, quando era arrivato sul territorio italiano, in maniera non regolare. È noto alle forze dell'ordine che durante gli sbarchi irregolari vengano fornite false generalità, che vengono poi smascherate nelle varie attività di indagine. Nonka è arrivato in Italia nel 2011, in Trentino per l'esattezza nel 2016 e a Ranzo il giovedì precedente all'aggressione. Ha precedenti di polizia per spaccio risalenti al 2018. Attualmente risulta regolare sul territorio italiano. È una persona che gode della protezione sussidiaria, quel tipo di tutela temporanea, della durata di cinque anni, che viene richieste dalle persone che temono di tornare nella terra di origine per diverse motivazioni, come potrebbero essere le conflittualità interne al territorio. I motivi per i quali l'uomo ha aggredito la donna, al momento non sono noti. 

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