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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca Gardolo

Alta tensione nel carcere di Trento, aggrediti un poliziotto e un medico

La denuncia del sindacato di polizia: "I detenuti sono convinti di essere in albergo"

Ancora aggressioni e violenza al carcere di Trento. Sono molti i casi segnalati negli ultimi giorni nella casa circondariale di agenti colpiti e presi a pugni dai detenuti. L'ultimo episodio, secondo quanto riferisce il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, è avvenuto venerdì 29 ottobre.

"Oggi si sono verificate due nuove e gravi aggressioni" sottolinea il segretario provinciale trentino del Sappe Massimiliano Rosa. Il primo caso è scattato al rientro in carcere di un detenuto che doveva essere trasferito con un volo militare dall’aeroporto di Verona ma che non è stato fatto partire perché troppo agitato. Una volta rientrato nel carcere di Trento, appena tolte le manette vicino all’Ufficio matricola, avrebbe aggredito un vice Ispettore, colpendolo con calci e pugni. L'agente è stato trasportato in ospedale per le cure del caso. Poi, dopo un’ora circa, un altro detenuto avrebbe aggredito il medico del penitenziario.

"Siamo alla follia, il carcere è una polveriera. Evidentemente i detenuti sono convinti  di non essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono" commenta Rosa.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime solidarietà al poliziotto contuso e denuncia: "La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria".

In una nota, il Sappe sollecita Ministro e Capo Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) a intervenire: "Queste di Trento sono aggressioni gravi e intollerabili. Al collega della Polizia penitenziari e al medico va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare il detenuto violento. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie del carcere di Trento, che si traducono in eventi critici gravi e quotidiani".

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