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Inseguito e picchiato di notte in Cristo Re: "Mi hanno chiesto se fossi antifascista", poi calci e pugni

Inseguito e picchiato sulla via di casa, di notte, da militanti di estrema destra: la denuncia arriva da un ragazzo di 27 anni che ha raccontato il fatto in una lettera spedita alle redazioni dei giornali, tra cui il nostro. "Sono nato a Bergamo, e vivo a Trento da quattro anni, lavoro per la Provincia e non appartengo a nessuno spazio politico organizzato, anche se come tanti credo nei valori della solidarietà, della tolleranza e della non violenza" scrive il giovane che spiega di aver incontrato, poco dopo la mezzanotte nelle vie tra corso Buonarroti ed il fiume, un gruppo di persone, presumibilmente coetanei o più giovani, intente ad affiggere manifesti del Blocco Studentesco, sezione giovanile di casa Pound Italia.

"Passandogli accanto, pur rimanendo in silenzio e non avendo risposto a nessuna delle provocazioni, sono stato seguito per un centinaio di metri e raggiunto all'altezza del cinema Astra - prosegue la lettera - mi è stato chiesto se fossi un antifascista, domanda alla quale non ho neppure avuto il tempo di rispondere prima di essere colpito da un pugno in pieno volto". L'aggressione sarebbe dunque riconducibile a gruppi di estrema destra presenti a Trento e sarebbe nata non da un diverbio ma dalla deliberata intenzione di colpire una persona incontrata per caso, magari reputata "antifascista", in sei contro uno.

Il fatto sarebbe avvenuto nella notte tra lunedì e martedì scorso, ieri l'aggredito è tornato a farsi visitare dal medico. Già la notte stessa si era recato al pronto soccorso, con un occhio nero, ferite al volto e dolori all'addome: "dopo avermi tramortito i miei aggressori si sono dati alla fuga, in seguito - non saprei dire con certezza quanto tempo sia passato - mi sono ripreso ed ho chiamato alcuni amici che mi hanno accompagnato all'ospedale". I medici hanno emesso una prognosi di 9 giorni.


"Un caso come il mio non è riconducibile alla retorica mediatica della cosiddetta guerra tra bande" spiega il ragazzo, che ribadisce di non appartenere a nessun gruppo politico cittadino, e di non aver battuto ciglio passando accanto ai militanti. La notizia è circolata oggi, venerdì 13 marzo, seguita, come già accaduto in altre occasioni, dalla smentita di Casa Pound e Blocco Studentesco che oltre a respingere le accuse dichiarano di voler querelare il ragazzo per diffamazione:  "siamo pronti a rispondere a chiunque ci accusi ingiustamente, e tenti di darci responsabilità a piacimento per ogni cosa accada in città, ci contrapporremo ad una logica alla quale non siamo più disposti a sottostare". Nelle vie citate nella lettera non ci sono manifesti riconducibili ai due movimenti, ma molte scritte inneggianti al fascismo, così come in molte zone della città. 

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