Carcere di Trento, agente aggredito con pugni e bastone

A comunicarlo il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) chiedendo uno stop immediato alle aggressioni

Un agente del carcere di Trento è stato aggredito da un giovane detenuto con pugni e colpi di manico di scopa. L'episodio, denunciato dal Sappe, è accaduto nel pomeriggio di sabato verso le 17:30. Il poliziotto ha riportato traumi e tumefazioni a viso, spalla e busto, guaribili in sette giorni. 

"Il detenuto - si legge in una nota del sindacato - è conosciutissimo per la sua indole violenta, aggressiva, provocatoria ed insofferente alle regole penitenziarie, già sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14bis dell’Ordinamento penitenziario per fatti analoghi". Il 22enne, di orgine nord africana, avrebbe già aggredito in passato gli agenti di polizia penitenziaria, tanto che ne sarebbe stato chiesto l'allontanamento dall'istituto di Spini di Gardolo.

Dopo il grave episodio il Sappe chiede al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede un intervento immediato per risolvere le grave e allarmante situazione delle carceri italiane, dove gli agenti di polizia vivono quotidianamente in una situazione di profondo disagio e violenza, subendo continue aggressioni. Secondo Donato Capece, segretario generale del Sappe, l'aggressione di sabato "non ha avuto un tragico epilogo grazie all’attenzione e alla prontezza del personale di Polizia penitenziaria".

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