Coronavirus, situazione stabile. Fugatti: "Il Trentino non sarà più quello di prima"

Sono 106 i nuovi contagi e undici i decessi registrati mercoledì

Repertorio

All'8 aprile sono altri 11 i decessi legati al coronavirus, e +106 i contagi. Questi dati, a fronte del maggior numero di tamponi effettuati (mille solo tra martedì e mercoledì), delinea un quadro di stabilità: a risultare positivo è il 10% delle persone a cui è stato effettuato il tampone (all'inizio dell'emergenza, con molti meno tamponi, era il 45%). A renderlo noto il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti durante la quotidiana conferenza stampa di aggiornamento. In linea con i giorni scorsi anche il numero di ricoverati in terapia intensiva: pari a 77.

Verso una riapertura

"La vittima eccellente del coronavirus è l'economia - ha poi aggiunto il governatore - e quando ci sarà la fase 2 il Trentino e l'Italia non saranno come prima. Le regole e i criteri della quotidianità saranno diverse e non si potrà ripartire nei comportamenti come prima. Se moliamo un attimo, la curva dei contagi riprenderà a salire". Altissimo, nel frattempo, il numero di domande inoltrate per ricevere il bonus alimentare, che ammonta a 9mila.

Coronavirus: aggiornamenti sulla situazione in Trentino

Riguardo alla cosiddetta fase 2  Fugatti ha illustrato le misure dell'intervento a sostegno dell'economia locale, Riparti Trentino. In programma sospensione di mutui e imposte, consulenza gratuita e promozione del sistema trentino, misure economiche compensative. "Tutto ciò - ha spiegato Fugatti - oltre al differimento dell'Imis dal 16 giugno al 16 dicembre per 90 milioni di euro. Saranno poi posticipati l'occupazione di suolo pubblico, le imposte rifiuti e servizi, per 85 milioni di euro. La Provincia non incasserà, per ora, poi vedremo a dicembre". 

Dal Governo, in contemporanea, arriva il "mini-reddito" per le fasce più deboli della popolazione. Si tratta di un intervento minimo - 400-500 euro - destinato a coloro che sono rimasti fuori da ogni forma di protezione, colf e badanti, ma anche i lavoratori in nero, una galassia di 3 milioni di persone, attiva prevalentemente al Sud.

Mascherine

È stata nuovamente annunciato che presto ogni trentino riceverà un kit di due mascherine. Il ritardo nell'avvio della distribuzione si deve al fatto che la Protezione Civile ha voluto imbustare i dispositivi sigillandoli. "Consegnarle così com'erano sarebbe stato più facile e più veloce - ha detto Fugatti - abbiamo voluto impiegare più tempo per dare una maggiore garanzia ai cittadini". Nel frattempo, per andare a fare la spesa, è diventato obbligatorio indossare la mascherina.

La distribuzione in tutti i paesi del Trentino è effettuata grazie al prezioso impegno dei Vigili del Fuoco volontari. Un'operazione lunga e meticolosa: "Fortunatamente gli altri interventi sono diminuiti, e parallelamente i nostri ragazzi sono quasi tutti a casa" ha spiegato il presidente della federazione Vigili del Fuoco volontari Tulllio Ioppi. A Trento la distribuzione, più complicata, sarà seguita dai Vigili del Fuoco permanenti e dai dipendenti comunali, ma si attendono ancora le mascherine dalla Provincia.

"Nel 30% dei casi ormai è impossibile dire come sia avvenuto"

Numero massimo di tamponi (1001) e minimo storico di percentuale di positivi (10%) nella giornata di mercoledì 8 aprile. Questo il dato più interessante riportato da Antonio Ferro, direttore del Servizio Prevenzione di Apss. Un contagio che va pian piano riducendosi, dunque, ma che però appare sempre più generalizzato: in circa 35 casi sui 106 nuovi registrati ieri non è infatti possibile ricostruire come sia avvenuto il contagio. "Probabilmente è avvenuto fuori casa, in luoghi pubblici - ha concluso Ferro - e perciò è ancora più importante, ora, restare a casa". 

La Federazione sindacale di Polizia chiede regole chiare

Il sindacato ha scritto a Fugatti sollecitando maggiore precisione nelle regole da adottare per il contenimento del Covid 19. Nelle future ordinanze, scrive il segretario provinciale Fsp Stefano Fiorentini deve essere "quantificata in metri, quale sia la distanza dall'abitazione-residenza da intendersi come prossimità, 200-300-400-500-1000 metri, per noi non cambia, l'importante è avere una misura certa". A dover essere chiarita secondo Fsp è anche la possibilità o meno di praticare attività sportiva. Nel frattempo la Polizia Locale di Trento continua a multare chi viene sorpreso in un supermercato che non sia quello più vicino a casa.Tante le perplessità espresse dai cittadini: per esempio se sia lecito coltivare l'orto se lontano da casa. Categorica la risposta del comandante della Polizia Locale Lino Giacomoni: non è una necessità, quindi è vietato. 

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