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La famiglia del piccolo Adan sarà ospitata in un appartamento a Trento

La famiglia del piccolo Adan, il bambino iracheno morto lo scorso 6 ottobre, sarà ospitata a Trento. È stato ribadito stamane, nell’ambito dell’assemblea di fine anno del Gect

La famiglia del piccolo Adan, il bambino iracheno morto lo scorso 6 ottobre, sarà ospitata a Trento. È stato ribadito stamane, nell’ambito dell’assemblea di fine anno del Gect. Adan, era arrivato a Bolzano qualche giorno fa con i genitori e i tre fratellini, dopo essere stato espulso dalla Svezia, che non aveva accolto la loro richiesta di protezione internazionale. Un'espulsione che, secondo una rigidissima e distorta interpretazione della Circolare Critelli, ha impedito alle autorità italiane di garantire accoglienza al nucleo familiare, costretto così a passare le notti all'addiaccio o in alloggi di fortuna trovati da alcune associazioni di volontariato. Venerdì 6 ottobre, Adan è caduto dalla sedia a rotelle a causa di una barriera architettonica, riportando la frattura di entrambe le gambe. Le sue già precarie condizioni di salute si sono repentinamente aggravate e, nella notte tra il 7 e l'8 ottobre, il tredicenne è morto nel reparto di rianimazione  del San Maurizio, dov'era stato ricoverato subito dopo la caduta. 

Oggi, i presidenti Ugo Rossi e Arno Kompatscher hanno confermato la disponibilità ad ospitare i genitori ed i fratelli di Adan. La famiglia irachena, che ha richiesto protezione internazionale, ha scelto di essere ospitata in un appartamento che si è reso disponibile a Trento, messo a disposizione nell’ambito del sistema straordinario di accoglienza nazionale (SPRAR). Analoga offerta era giunta anche dalla Provincia altoatesina e comunque la decisione è stata condivisa fra i servizi di Trento e di Bolzano.
Come si ricorderà, la famiglia era scappata da Kirkuk (città a circa 250 km da Baghdad) nel dicembre 2015 per recarsi in Svezia. Dopo quasi due anni di attesa, nel febbraio 2017 aveva ricevuto il diniego alla richiesta di protezione e aveva deciso di lasciare quel paese, riuscendo poi ad arrivare a Bolzano ai primi di ottobre.

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