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Arsenico nell'acqua: cittadini da risarcire con 100 euro ciascuno

Vittoria per il Codacons, che aveva presentato ricorso: i ministeri dell'Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar a risarcire circa 2.000 utenti di varie regioni tra cui quelli del Trentino Alto Adige

 I ministeri dell'Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire con 100 euro ciascuno circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell'acqua. Lo annuncia il Condacons, che aveva presentato ricorso.

In particolare, ad esempio, l'arsenico è presente in discreta quantità nell'acquedotto Laste-Cantanghel, che serve 26.500 utenti della collina est di Trento. Si tratta di una delle quattro località trentine a cui la Commissione Europea ha negato la deroga ai limiti per uso alimentare. Le altre tre sono Canal San Bovo, per un'acquedotto che serve 120 utenti, Fierozzo con 441 allacciamenti e Frassilongo con 357. 
 
La concentrazione di arsenico in questi acquedotti raggiunge un valore di circa 40 microgrammi per litro, molto più alto del limite europeo fissato a 10.
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