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Acciaieria: patteggiano Spandre e Leali. Risarcimento agli abitanti

Dovranno pagare poco meno di 5 mila euro a testa. Accolte le oblazioni: si è deciso il non luogo a procedere per le accuse di emissioni non autorizzate, getto pericoloso e messa in pericolo dei lavoratori

La vicenda giudiziaria dell'Acciaieria si è definitivamente chiusa. Davanti al giudice Ancona si è arrivati all'accordo sugli ultimi patteggiamenti per Spandre e Leali e sono state accolte le oblazioni già decise. L'inchiesta era partita nel 2009 e le accuse contro l'industria di Borgo erano molteplici. Definite le oblazioni nel dicembre scorso, ieri mattina restavano da definire le posizioni dell'amministratore (Leali) e dell'ex direttore (Spandre) riguardo alle ai falsi e alle violazioni infortunistiche.

L'accordo fra le parti è stato trovato in un patteggiamento a 4 mesi per Leali e 4 mesi e 5 giorni per Spandre convertiti: dovranno pagare poco meno di 5 mila euro a testa. Nella stessa udienza sono state accolte le oblazioni cui ha conseguito la sentenza di non luogo a procedere per le accuse di emissioni non autorizzate, getto pericoloso e messa in pericolo dei lavoratori. Alla fine la cifra era importante anche se molto inferiore rispetto a quella richiesta: 470 mila euro contro 21 milioni.
 
In particolare sono stati riconosciuti mille euro per ciascun abitante di Borgo costituito parte civile (sono 267), 40 mila euro al comune di Borgo e 10 mila al Wwf oltre a 57 mila euro di ammenda e al pagamento della perizia. Il giudice Ancona aveva riconosciuto il danno non patrimoniale «intervenuto in ragione della perdurante sensazione di apprensione e di disagio fisico» ai cittadini di Borgo e il danno al Comune «sia perché soggetto esponenziale della relativa comunità sia per la spesa che si è dovuto accollare per la pulizia delle polveri».
 
Ritenuta anche idonea la somma offerta al Wwf. Non era stato invece ravvisato il danno per le parti civili che vivono vicino a Borgo o che a Borgo hanno i riferimenti di lavoro o di studio. E poi il giudice scrive: «Tutte le patologie o i danni a cose che le parti hanno lamentato, in particolare il tema di potenziale effetto teratogeno degli inquinanti, di depositi sul suolo agricolo e di determinazione di decessi per forme tumorali, fanno riferimento necessariamente ad una esposizione a polveri inquinanti di lunga durata» mentre «il procedimento penale si occupa di un tempo altrettanto precisamente delimitato».
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